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03/08/2021

“Un comitato d’affari per appalti Asl”

La Repubblica - Dario Del Porto

L'indagine della Finanza
● a pagina 3 La punta dell'iceberg sono le presunte anomalie nelle gare per la prevenzione e il contrasto della legionella. Ma mesi di indagini e di intercettazioni eseguite anche con il virus-spia trojan hanno delinato secondo gli investigatori uno scenario ancora più esteso: quello che, nell'informativa redatta dalla Guardia di Finanza e depositata nei giorni scorsi al Riesame, viene definito come un «sodalizio», composto da «imprenditori, dirigenti, dipendenti della pubblica amministrazione ed esponenti della realtà politica» regionale che si muoverebbe con l'obiettivo di influenzare gli appalti nel settore della sanità e in particolare quelli per le strutture di competenza dell'Asl Napoli 1 Centro. Il lavoro svolto dai finanzieri è adesso al vaglio dei pm Antonello Ardituro, Simone De Roxas, Maria Di Mauro e Henry John Woodcock, che con il coordinamento del procuratore Giovanni Melillo dovranno cercare riscontri ai sospetti captati dalle microspie.
Alla fine di giugno la Procura aveva disposto una trentina di perquisizioni nei confronti di 19 indagati e alcune aziende per il caso legionella. Fra i destinatari figuravano anche il commercialista Maurizio Matacena, l'imprenditore suo socio Nicola Lepre e l'ex consigliere regionale Luciano Passariello. Nella ricostruzione della Finanza, che dovrà essere esaminata dai magistrati, da alcune conversazioni, come quella intercettata l'8 febbraio scorso, emergerebbe la presunta «centralità» di Matacena nell'ipotizzato «sodalizio finalizzato a pilotare commesse pubbliche» a favore di imprese riunite in un consorzio. In alcuni colloqui Matacena si propone come possibile elemento di collegamento con esponenti della politica locale e fa riferimento al presunto «ruolo chiave» di un consigliere regionale, che non è coinvolto nelle indagini, Franco Picarone, vicino al governatore Vincenzo De Luca. In una conversazione dell'aprile scorso, Matacena discute con Passariello della possibilità di entrare nel settore delle forniture di prodotti monouso presso ospedali non campani perché in questo settore «ci sarebbe la possibilità di ricarichi di prezzo che vanno dal 50 al 150 per cento». I due parlano anche dei musei e della possibilità di puntare «sulle pulizie e la manutenzione del verde». Negli atti depositati non ci sono elementi che fanno pensare a possibili illeciti in questi affari cui si fa riferimento nelle intercettazioni. Ma la Guardia di Finanza lavora anche su altri filoni, come le presunte problematiche nel servizio di metanizzazione delle strutture sanitarie. Una possibile corruzione viene invece individuata dagli investigatori nei rapporti fra Lepre e un dirigente dell'Asl Napoli 1, Gennaro Albano, al quale l'imprenditore avrebbe realizzato gli impianti di domotica in casa. Tutti gli indagati e le persone citate nelle indagini potranno replicare nei successivi passaggi del procedimento e solo le verifiche disposte dai magistrati consentiranno di valutare l'effettiva fondatezza degli spunti emersi dalle intercettazioni. Gli inquirenti si muovono con cautela anche nel capitolo della effettiva esecuzione dei servizi di prevenzione della legionella. Il sospetto è che all'interno dell'amministrazione ci fosse la consapevolezza delle anomalie e delle carenze. Nelle intercettazioni si allude anche a due persone che sarebbero morte (ma non è chiaro dove né quando) proprio a causa del batterio.
- d. d. p.

Foto: Gli uffici giudiziari degli inquirenti Nella foto sopra il grattacielo della Procura di Napoli nel Centro direzionale