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02/06/2020

Un Codice Appalti da sbloccare

Il SETTIMANALE di QI - Cristina Giua

Il Focus Group ilQI Live! di questa settimana su gare pubbliche e cantieri
do classificato che ha deciso di non ricorrere perché era un caso particolare. Tutto questo nella normalità non può avvenire". Senza dimenticare il nocciolo della questione: non è possibile infatti procedere sempre con strumenti straordinari: "in tal caso - ha concluso Delle Piane - avremmo un Italia due velocità: quella delle opere pubbliche che seguono il codice commissariale delle emergenze e quella delle opere pubbliche che segue il Codice degli Appalti". Secondo l'avvocato Alfarano, uno dei grandi difet ti del Codice appalti è "che chi l'ha scritto non è un operatore che si occupa di appalti pubblici in maniera diretta: l'applicazione di tutti i principi è infatti troppo difficoltosa". Ha spiegato Alfarano: "La stazione ap paltante non è solo la CONSIP (la centrale acquisti del MEF; ndr;) , ci sono sono anche stazioni come quelle dei piccoli Comuni che si trovano ad operare con uno strumento complicato, temono errori, responsabilità erariali e si fermano". Sul tema stazioni appaltanti ha ripreso la parola Donato, che ha raccontato la sua esperienza diretto: "sono il responsabile - ha detto - di una stazione appaltante molto particolare come quella della Banca d'Italia: facciamo 200 milioni l'an no di acquisti e 200 milioni l'anno di lavori: una somma di grandezza intermedia, ma che, come si dice, ci fa essere 'sul pezzo'. Abbiamo ripetutamente presentato, al Governo e ANAC, proposte e documenti per migliorare il Codice e applicare quella serie di nome veramente innovative, previste nel Codice ma non applicate". Un primo step, secondo Donato, dovrebbe farlo l'ANAC, con un'operazione di qualificazione delle stazioni appaltanti (oggi in Italia se ne contano oltre 32 mila) sulla base di criteri tecnici, stabilendo il livello di gara alla quale una stazione appaltante, per le sue caratteristiche tecnico-organizzative, può arrivare". Altro elemento su cui torna ad insistere Do nato è la digitalizzazione che porti, ad esempio, all'istituzione di un portale unico degli appalti. Terminata questa prima parte di discussione, il Focus Group de ilQI Live! si è chiuso con commenti e domande. A partire da Lauro Sacchetti , Socio Amministratore dello studio LSA Architettura, Ingegneria, Urbanistica , che ha chiesto quali siano le vie per uscire da questa situazione e da dove ripartire. I tre moderatori sono stati concordi nel fare un distinguo: nella situazione di emergenza, che stiamo attraversando, bisogna usare procedure duttili in grado di facilitare l'aggiudicazione delle gare: questo passaggio d'emergenza può mettere in moto un processo di semplificazione generale (per cui serve tuttavia mol ta volontà politica e molta disponibilità da parte della Pubblica Amministrazione). Un'ultima considerazione sulle zone ibride tra pubblico e privato arriva da Laura Orengo , Investment & Development Manager di Aedes SIIQ , che ha sollevato il problema delle opere di urbanizzazione a scomputo e sopra soglia: "Nelle grandi operazioni immobiliari - ha detto - ci sono spesso dei lavori di pubblica utilità in capo ai privati: se sono fortunati, sono riconosciuti come stazione appaltanti: altrimenti si tratta di opere correlate ad un investimento privato, che possono es sere gestite da stazioni appaltanti non all'altezza della situazione". Anche qui si creano risultati negativi, a partire dall'allungamento delle tempistiche di realizzazione di queste opere. PERSONA GAETANO ALFARANO SOCIETÀ STUDIO GOPPERSONA LAURO SACCHETTI SOCIETÀ
LSA ARCHITETTURA, INGEGNERIA, URBANISTICA PERSONA LAURA ORENGO ilQI NETWORK SOCIETÀ
AEDES SIIQ GUARDA IL SERVIZIO DI QITV PERSONA FILIPPO DELLE PIANE SOCIETÀ
ANCE

Foto: Un primo step dovrebbe farlo l'ANAC, con un'operazione di qualificazione delle stazioni appaltanti sulla base di criteri tecnici