scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
19/01/2021

Un bando per far rivivere il Gratosoglio: negozi nella piazza ancora senza nome

Il Giornale - Michelangelo Bonessa

LA LOTTA ALLE BANLIEU
Aler: «La Regione investe, mentre il Comune ci fa pagare tutta l'Imu»
Parte il piano anti banlieue al Gratosoglio. Il bando «Torri in piazza» presentato ieri mattina in Regione Lombardia punta infatti a riaprire quattro locali di proprietà Aler nel quartiere della periferia sud, ma con una logica più sociale che economica. L'idea è di prediligere quelle attività che possano rivitalizzare la piazza senza nome il quartiere su cui affacciano gli immobili del bando: il Gratosoglio negli anni si è desertificato perché le piccole attività di quartiere sono state cannibalizzate dai grandi centri commerciali. E oggi le saracinesche chiuse aiutano la desertificazione sociale, ma come ha ricordato il parroco don Giovanni Salatino citando Calvino: «Le città prendono forma dai deserti a cui si oppongono». E nelle otto torri bianche di edilizia Erp vivono 7.386 persone, una «città nella città» come l'ha definita Domenico Ippolito, direttore generale dell'Aler, che grazie a un finanziamento regionale da 100mila euro cerca di rinascere: «Il bando ha l'obbiettivo di valutare la qualità del progetto più dell'offerta economica perché lo scopo è rialzare le saracinesche: il fenomeno banlieue a Parigi si è verificato proprio perché le periferie sono state abbandonate». E grazie ai denari investiti dalla Regione chi prenderà in carico i quattro spazi commerciali che affacciano sulla piazza principale del quartiere, avrà un contributo economico fino all'80 per cento per il rinnovo dei locali e uno sconto sul canone del 50 per cento. «Purtroppo manca l'impostazione sociale da parte del Comune di Milano - ha concluso Ippolito - perché per questi locali in periferia abbiamo pagato fino a 2mila euro di Imu, come un negozio del centro, e lo trovo socialmente non congruente perché non penso che togliere la tassa su queste iniziative danneggi il bilancio della città». «Il Municipio 5 merita di avere una nuova vita, di essere rigenerato dal punto di vista sociale e urbano perché è una zona importante di Milano - ha commentato Stefano Bolognini, neo assessore regionale alla Città metropolitana e Comunicazione - e le iniziative regionali come queste rappresentano uno stimolo alla partecipazione per tutti i cittadini in un tessuto sociale fatto di attività commerciali, ambulatori, strutture per genitori separati e molto ricco rispetto ad altre periferie». Soddisfazione per il bando è stata espressa anche dall'assessore regionale alla Casa Alessandro Mattinzoli che ha ricordato che «oggi non è un valore solo per le periferie essere avvicinate ai centri cittadini, ma anche per i centri che così acquisiscono forza e identità». «Innanzitutto rivolgo i miei auguri ai due assessori - ha detto il presidente del Municipio 5 Alessandro Bramati - e nell'auspicio di una collaborazione a vantaggio del territorio, mi auguro di mantenere un dialogo con i quartieri sempre così vivo perché da qua passa la riqualificazione degli spazi urbani». E nelle prossime settimane il lavoro del Municipio e delle associazioni della zona si trasformerà in una richiesta di intitolazione della piazza senza nome. Un altro passo per allontanarsi dalle banlieue. Il parroco La città nasce dal deserto a cui si oppone

Foto: IL PROGETTO Ippolito (Aler), gli assessori Bolognini e Mattinzoli e il prof Bricocoli