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13/03/2021

Un anno e quattro mesi L’ex sindaco Monti ha scelto di patteggiare

La Stampa - CRISTINA PASTORE

ristrutturazione del piano terra dell'ex ospedale
Premosello, era accusato di falso e turbativa d'asta
PREMOSELLO CHIOVENDA Ha deciso di concordare la pena con la Procura e voltare pagina lasciandosi alle spalle una vicenda che l'ha segnato profondamente. Giuseppe Monti, ex sindaco di Premosello, ha patteggiato un anno e 4 mesi con la sospensione condizionale. Lo ha fatto assistito dagli avvocati Marisa Zariani e Marco Ferrero con il necessario assenso della procuratrice Olimpia Bossi che ha coordinato le indagini svolte dalla sezione dei carabinieri di polizia giudiziaria coi colleghi forestali di Domodossola. I reati contestati a Monti erano falso e turbativa d'asta per aver prorogato la gestione dei servizi nella casa di riposo comunale per 6 anni alla cooperativa lombarda Kcs senza gara, ma in cambio di 240 mila euro utilizzati per completare la ristrutturazione del piano terra dell'immobile un tempo ospedale, ora residenza socio-sanitaria. Un accordo condiviso dalla giunta e che Monti non ha mai rinnegato. Monti ha dato notizia della chiusura in tribunale del suo procedimento con un comunicato pubblicato sul profilo Facebook. Una pagina che da amministratore ha sempre tenuto molto attiva, e rimasta muta per oltre tre mesi: il tempo in cui l'ex sindaco è stato confinato ai domiciliari. La custodia cautelare è stata revocata dieci giorni fa con la fissazione dell'udienza di giudizio immediato. Un processo che non si terrà visto il patteggiamento. «Avremmo avuto elementi da spendere nella difesa in un dibattimento, ma abbiamo assecondato la scelta del nostro cliente di mettere un punto subito a quella che è stata una dolorosa parentesi della sua vita» riferisce l'avvocato Ferrero. «Restiamo convinti - aggiunge il legale - che non sussistano i presupposti per contestare la turbativa d'asta, con una gara che non si è svolta, e neanche il falso per l'apposizione su atti amministrativi di date difformi, assegnate in automatico dal sistema informatico». Il post su Facebook «Ho sempre agito nell'interesse del Comune che ho rappresentato» ribadisce Monti su Facebook. L'ex sindaco rimarca come le accuse contestate si inseriscano nel periodo di emergenza sanitaria dell'aprile 2020. «In quel frangente con i colleghi di giunta si era fatta la scelta, ritenuta corretta e ragionevole, di rinnovare la gestione a Kcs che aveva dato prova di gestire la struttura in modo ottimale a fronte di una contropartita di 240 mila euro per la ristrutturazione di una parte dell'immobile». Il pensiero di Monti va anche ai volontari di protezione civile che con il loro impegno hanno contributo a realizzare in pochissimi mesi la nuova ala che tra qualche giorno diventare il centro vaccinale per la Bassa Ossola. «Lungi dal giustificarmi per aver violato la legge e per tale ragione mi ritengo responsabile - scrive -, ma credo sia d'obbligo una riflessione sull'efficacia dell'attuale normativa sugli appalti che ha dato prova di non essere idonea a fronteggiare problematiche per le quali servono azioni immediate». I ringraziamenti Nella sua nota Monti ringrazia tutti coloro che gli sono stati vicini nei 97 giorni di custodia cautelare: «Un'esperienza che ricorderò per tutta la vita, ma ora cerco di pensare al futuro per tornare alla normalità». Conclude rivolgendosi ai concittadini che in vent'anni hanno creduto in lui «come sindaco e come persona». Numerose le attestazioni di stima nei commenti. Con le dimissioni a gennaio, era venuta meno l'esigenza cautelare (cioè la possibilità di reiterare il reato). Il Comune da quasi due mesi è commissariato in attesa delle elezioni che dalla primavera sono slittate all'autunno. Volendo, l'ex sindaco potrebbe ricandidarsi? «La legge Severino - risponde l'avvocato Ferrero - lo impedisce a chi ha ricevuto condanna superiore ai 6 mesi, ma per una serie di reati in cui non rientrano la turbativa d'asta e il falso. Ostativa è l'aggravante di abuso della pubblica funzione: qui non è contestata, ma va tutto verificato chiedendo un parere alla prefettura, qualora il nostro assistito manifestasse un'intenzione che oggi non c'è». - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: ALBERTO LORENZINA


Foto: Giuseppe Monti nei locali ristrutturati che gli sono costati la condanna