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28/07/2018

Un agosto “caldo” per il nuovo appalto delle mense di Alessandria e Valenza

La Stampa - piero bottino

Entrambe le città devono sostituire la gestione Aristor e hanno problemi identici sull'assegnazione: offerte "anomale" e tempi stretti con il rischio di ricorsi al Tar. Sindacati in allarme: incontro all'Ufficio del lavoro con timori sull'occupazione
Simul stabunt, simul cadunt»dicevano i latini: insieme stanno,insieme cadono. Così Alessandria e Valenza, che per le mense scolastiche si affidavano ad Aristor, si trovano in situazioni analoghe. Entrambe hanno indetto una gara europea (a cui il precedente gestore non può partecipare per via di bilanci in rosso), entrambe hanno ricevuto offerte «anomale», con un ribasso eccessivo, e stanno cercando di chiarire a chi assegnare il servizio, al di là della graduatoria. Tutto questo fra i timori dei sindacati Cgil (Fabio Favola), Cisl (Cristina Vignolo), Uil (Mauro Settimo) sulla tutela dei dipendenti: ieri hanno incontrato all'Ufficio del lavoro gli assessori Silvia Straneo (Alessandria) e Massimo Barbadoro (Valenza) e vogliono chiamare in causa la Regione visto che si tratta di licenziamento collettivo. I numeri dei dipendenti

Si dice Aristor per comodità, ma le aziende coinvolte sono ben quattro per un totale di 112 dipendenti: Alessandria Servizi (81), Aristor (22), Sotral (7 addetti al trasporto) ed Elior (2 per l'approvvigionamento). Tutte cessano l'attività a fine agosto, poiché le mense delle due città erano i loro unici clienti: il personale il prossimo mese è, come d'uso, in «sospensione estiva», cioè a casa senza stipendio. Ma dopo che accade?

Una galassia coop

La gara alessandrina, come si sa, è stata vinta dalla coop Lavoro e Solidarietà sull'Ati Dussmann/Camst; quella valenzana dalla Vivenda srl su Camst e Sodexo. Come si vede ci sono nomi che ritornano, ancor più se si pensa che le due ditte vincenti, una di Bari l'altra di Roma, appartengono alla galassia della maxi coop La Cascina (vicina alla Compagnia delle Opere, cioè Comunione e Liberazione) di cui si parlò tre anni fa nell'inchiesta Mafia Capitale. Tutte e due si sono classificate al primo posto grazie all'offerta economica, cioè il notevole ribasso (ritenuto appunto anomalo) sulla base d'asta che Alessandria ha fissato in 2,7 milioni e Valenza in 900 mila euro (ma sono mezzo milione di pasti contro 100 mila). Entrambe inoltre per il centro cottura hanno scelto di avvalersi della Artana Alimentare.

Alla fine decide il giudice?

Assegnazione dell'appalto dunque ancora in bilico, con i sindacati che paventano, anzi danno per scontato, ricorsi al Tar delle ditte escluse. Per inoltrarli c'è tempo 30 giorni . A quel punto che accadrebbe? «Bisognerebbe che il Tar desse la sospensiva, ma dovremmo aver sbagliato la procedura» assicura l'assessore Straneo. «Comunque ci sono nella nuova legge sugli appalti gli strumenti per intervenire in emergenza» le fa eco Barbadoro. Gli stessi sindacati ieri hanno fatto presente che questo problema riguarderà le amministrazioni comunali che dovranno garantire l'inizio del servizio nelle scuole di Alessandria e di Valenza». È l'aspetto forse più rilevante, tanto che alla mal parata Cgil, Cisl, Uil non escludono di chiedere l'intervento del Prefetto: la mensa non è ancora classificata «servizio essenziale», ma chi va a dirlo a decine di famiglie che la refezione invece della settimana successiva all'inizio delle lezioni, come di consueto, partirà chissà quando?

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