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26/11/2019

Umbria salute, 150 addetti in ballo per i bandi della partecipata regionale

Corriere dell'Umbria

Erano stati assunti prima con un'Agenzia interinale ma poi c'è stato un altro bando
PERUGIA • Ore di ansia per 150 famiglie di altrettanti lavoratori di Umbria salute (con stipendi che spesso non raggiungono i mille euro netti mensili). Il contratto scade sabato prossimo e gli addetti trovano tra Scilla e Cariddi, ossia tra il firmare un verbale di conciliazione che cancella la possibilità di far valere i diritti che reclamano ritenendo sbagliato il contratto loro applicato, oppure rischiare di perdere il lavoro. Nel mirino dei lavoratori anche il comportamento dei sindacati "stanno facendo pressing sui per firmare il verbale di conciliazione'. La crisi di parte dei servizi amministrativi della sanità umbra, a cominciare dal servizio Cup, se i 150 lavoratori dovesse dire 'no' alla conciliazione. Ma andiamo con ordine, per fornire un quadro della situazione il più chiaro possibile. A suo tempo un'Agenzia di lavoro interinale aveva vinto la gara d'appalto bandito dalla Usl di Perugia per la chiamata al lavoro di 60 lavoratori destinati a servizi amministrativi della Sanità, poi gestiti dal 2014 dalla società 'in house' della Regione e delle Aziende sanitarie regionali, appunto 'Umbria salute'. Tutto ciò va avanti lino al 2017, tanto che l'Agenzia di lavoro stabilizza i 60 dipendenti con contratti a tempo indeterminato. La grana scoppia quando "Umbria Salute" effettua un nuovo bando che prevede la gara per lavoro in somministrazione di 150 persone. Non tiene conto del percorso precedente dei 60 lavoratori dell'Agenzia e appunto emana un bando al quale, ritenendo che l'impegno economico e normativo sia del tutto inadeguato, alla fine l'Agenzia aggiudicataria del precedente bando (diventata nel frattempo parte di un gruppo internazionale) non partecipa. Di più, presenta anche un esposto all'Anac (Autorità nazionale anti corruzione). Il bando viene assegnato ad un'altra Agenzia di lavoro, che avvia i 150 lavoratori, tra cui quelli che avevano fatto capo alla precedente Agenzia aggiudicataria e che, nel frattempo, avevano dovuto dimettersi dal contratto a tempo indeterminato per poter essere avviati nell'ambito del nuovo bando. Nel frattempo i lavoratori contestano il contratto di somministrazione firmato con la nuova Agenzia di lavoro perché a loro parere non rispetterebbe una serie di parametri economici e normativi di inquadramento. Ed ora sono in ballo per conciliare il pregresso oppure rischiare il futuro.