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02/09/2018

Ultimatum sulla Casa della salute «Basta, quella ditta va estromessa»

QN - Il Resto del Carlino

di ANTONIO CLASER - CASTELLARANO - «QUESTA DITTA deve essere estromessa»! Casa della salute: lavori fermi e sindaco infuriato. Già nel febbraio scorso il primo cittadino di Castellarano, Giorgio Zanni (foto in alto a destra), era sceso in pista con la lancia spianata a denunciare la lentezza dei lavori di costruzione della casa della salute. Dopo la sua energica presa di posizione ecco la ripresa dei lavori. Tutto bene? Niente affatto. A fine giugno ecco un altro stop. «A FEBBRAIO, dopo la nostra missiva all'Ausl - ricorda il sindaco -, abbiamo constatato con soddisfazione la ripresa dei lavori, dal mese di marzo a fine giugno. Da allora, per quanto ci è possibile osservare da esterni, i lavori ci risultano di nuovo procedere a stento. Per questo a luglio abbiamo nuovamente chiesto ed ottenuto dall'Ausl Distretto di Scandiano un ulteriore incontro per ribadire loro, quale ente responsabile di tutte le procedure di gara d'appalto e di vigilanza sulla ditta vincitrice, queste nostre rinnovate perplessità». Nulla di fatto. Ed ecco il sindaco sempre più determinato a non mollare la presa. «Giunti a questo punto, considerato il comportamento a nostro avviso inaccettabile tenuto in questi mesi dalla ditta aggiudicataria, crediamo fermamente che l'Ausl possa e debba ricorrere a un'azione perentoria che possa assicurare a noi e a tutta la cittadinanza la conclusione del cantiere in tempi certi e quanto più possibile celeri». IL PRIMO cittadino di Castellarano non ha dubbi: occorre un'azione ferma e decisa. «Riteniamo - sostiene Zanni - che sussistano tutti i presupposti affinché l'Ausl avvii immediatamente tutte le procedure previste per legge per estromettere definitivamente tale ditta dal cantiere riassegnando i restanti lavori». Dito puntato anche contro l'Ausl? « Direi di no - risponde Zanni -. Comprendo benissimo come l'Azienda Sanitaria debba operare secondo i rigidi criteri stabiliti dalla legge nazionale del codice del gli appalti, ma credo fermamente che esistano tutti i presupposti per avviare subito tali procedure». CHE COSA può fare il Comune in questa complicata situazione? «Come Comune, anche se non siamo ente direttamente coinvolto in queste procedure - dice Zanni -, ribadiamo la nostra più assoluta disponibilità ad appoggiare qualsiasi azione possa favorire tale percorso. Dobbiamo fare il possibile per la risoluzione di uno stallo che non piace né a noi né ai nostri concittadini». Cosa dire della ditta appaltatrice? «Una ditta privata, sia pur aggiudicataria di regolare gara d'appalto, non può e non dove poter tenere in scacco un cantiere, un pezzo di paese, un servizio atteso da tutta una comunità, da professionisti sanitari e da servizi sanitari e sociali con i quali già da tempo stiamo costruendo i servizi innovativi che i nostri cittadini troveranno all'interno di quelle mura una volta terminato il cantiere».

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