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16/01/2021

Ulss, super gara per gestire il Cup I sindacati: «Tagli a costi e servizi»

Il Gazzettino

L'azienda sanitaria ha avviato il bando da 41 milioni per affidare call center, uffici e segreterie per sei anni
SANITÁ
MESTRE È, dopo il Pronto soccorso, la prima porta di accesso agli ospedali e ai servizi sanitari. E i numeri sono lì a dimostrarlo: al call center dell'Ulss 3 Serenissima arrivano un milione e 600mila chiamate all'anno, che significano qualcosa come 750mila prenotazioni di visite e analisi e altre 850mila disdette, spostamenti e richiesti di informazioni. Tutto questo, ma anche i Cup, la cassa, gli sportelli di front office ed altre attività amministrative che riguardano anche le segreterie di decine di reparti interni degli ospedali di Mestre, Venezia, Mirano, Dolo, Noale e Chioggia, stanno per andare in gara per il primo maxi-appalto di tutta l'Ulss Serenissima: un bando da quasi 17 milioni di euro (più Iva) valido per i prossimi tre anni, ma che potrà essere rinnovato di altri 36 mesi arrivando alla cifra-monstre di oltre 41 milioni di euro, coinvolgendo un esercito di circa 300 lavoratori esterni (180 solo quelli tra Mestre e Venezia) ma che, di fatto, operano dentro e per l'Ulss.
TEMPI STRETTI E DUBBI
La scadenza del bando è fissata per il 1. marzo prossimo per un unico lotto che è il primo per le tre ex Ulss 12, 13 e 14 ora unificate nell'Ulss 3. Ieri mattina i sindacati Cgil Cisl e Uil hanno iniziato ad andare a fondo del capitolato d'appalto che riguarda un aspetto delicatissimo dei servizi sanitari, e cioé quello della gestione delle visite, analisi, prenotazioni e cassa nel quale, specialmente durante quest'emergenza Covid che non sembra avere fine, deve tutto funzionare come un orologio svizzero per gestire gli accessi agli ambulatori, evitare code e assembramenti, fornire assistenza e supporto agli utenti. «Attualmente operano più ditte su questi fronti, in base agli appalti del passato - spiega Monica Zambon della Filcams Cgil -. La brutta novità è che, sulla base delle prime stime che stiamo facendo, è che la parte economica risulta inferiore del 30 per cento rispetto alla somma dei capitolati precedenti, come stiamo vedendo delle decurtazioni sugli orari di apertura previsti per gli sportelli dei distretti di Chirignago, Marghera, Quarto d'Altino e Marcon che arrivano fino al 50 per cento. E ciò comporterà code e assembramenti». Altra - e non ultima - preoccupazione riguarda la clausola sociale, cioé quella norma che prevede l'assunzione del personale attualmente operante da parte della nuova ditta che potrebbe vincere l'appalto: «Non è affatto chiara - riprende Monica Zambon -. Per questo, come Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs abbiamo chiesto un incontro con la direzione dell'Ulss 3 per avere chiarimenti immediati, prima che sia troppo tardi».
CONTROLLI DI QUALITÁ
L'Ulss in questo bando ha comunque messo in chiaro tante cose, con un capitolato di quasi 50 pagine che, per l'attività di call center, prevede un tempo di attesa massima di 2 minuti dalla fine del messaggio di benvenuto per il 90% delle chiamate entranti (e chi chiama i call center quanto si debba attendere normalmente), con penali per la ditta appaltatrice che possono arrivare fino a 100 euro per chiamate rimaste in attesa oltre i 6 minuti. Stesso discorso per i Cup, i Centri prenotazione ospedalieri e territoriali nei quali per ogni utente-paziente è fissato un tempo di attesa massimo di 15 minuti, oltre i quali scattano sanzioni fino a 750 euro se questa attesa riguarda oltre 21 utenti al mese. Controlli che saranno effettuati su tutte le prestazioni del Cup, che sono un milione e 200mila nel Distretto del Veneziano, 400mila nel Distretto di Mirano Dolo e 130mila in quello di Chioggia. Infine, la ditta che vincerà l'appalto gestirà anche gli sportelli territoriali come quelli dell'Anagrafe sanitaria e quelli per le prenotazioni delle visite dei medici specialisti dell'azienda al di fuori dell'orario di lavoro (60mila prenotazioni all'anno).
Fulvio Fenzo
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