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06/07/2019

Uffici pubblici e pulizie impossibili Consip, ferme gare per 10 miliardi

La Repubblica - Sergio Rizzo

Il caso
Alla centrale per gli acquisti dello Stato ci sono appalti bloccati anche da 5 anni tra ricorsi, inchieste giudiziarie e decisioni Antitrust
Dieci miliardi. Per avere un'idea delle dimensioni, è una cifra che vale gli 80 euro al mese di Renzi. O se preferite un miliardo in più del reddito di cittadinanza di Di Maio.
Ebbene, dieci miliardi è il volume delle gare incagliate alla Consip, la centrale pubblica per gli acquisti della pubblica amministrazione. Si tratta di 26 procedure, che riguardano pressoché tutte il settore del cosiddetto facility management, ovvero quei servizi che vanno dalle pulizie alla manutenzione, fino alla sicurezza, da tempo ormai offerti in maniera integrata.
E alcune sono bloccate ormai da anni. La più stagionata è la fm4, sigla che indica la quarta gara per i servizi di facility management negli uffici pubblici di tutta Italia.
Suddivisa in 18 lotti, vale 2 miliardi e 692 milioni. Era stata bandita addirittura nel 2014: cinque anni fa, per poi finire all'inizio del 2017 al centro di un'inchiesta giudiziaria per corruzione. Non bastasse, il 19 aprile scorso l'Antitrust ha accertato l'esistenza in quella gara di «un'intesa anticoncorrenziale» fra le imprese, che si sono beccate una multa astronomica: 235 milioni. Secondo il Garante della concorrenza i partecipanti si erano messi d'accordo per spartirsi i lotti «di rispettivo interesse».
Parliamo dei maggiori operatori di questo settore, quali Manutencoop, Manital, Romeo gestioni, Consorzio nazionale servizi, Cofely... E già i particolari di questa storia dicono molto sulle ragioni del gigantesco incaglio, che coinvolge anche la gara per i servizi integrati ai Beni culturali su 9 lotti per 640 milioni risalente al 2016, nonché quelle per le caserme e la sanità. Valore rispettivo 582 milioni e un miliardo 455 milioni, entrambe partite nel 2015, quattro anni orsono.
L'Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone aveva fatto un'ispezione sulla Fm3, la gara precedente alla Fm4, che si era chiusa con l'aggiudicazione dei due terzi dell'intero valore, per circa 700 milioni di euro, a due soli soggetti: uno dei quali arrestato poi in seguito all'inchiesta sulla fm4. «Si rileva come vi sia stata», diceva il rapporto, «una forte concentrazione di aggiudicazioni in favore di due soli soggetti: Romeo gestioni che si è aggiudicata quattro dei dodici lotti per un importo complessivo a base d'asta di 353 milioni, e Manitalidea spa che si è aggiudicata tre lotti per 329 milioni, mentre i rimanenti cinque aggiudicatari si sono distribuiti un lotto ciascuno di importo variabile fra 52 e 91,5 milioni».
Le verifiche avevano quindi messo in luce una serie di profonde anomalie, rappresentate per esempio dallo squilibrio fra il valore economico dei singoli lotti, con il risultato di favorire pochissimi soggetti. Nella sostanza sempre gli stessi. «Con certi meccanismi tesi a concentrare l'offerta c'è il rischio che il mercato sia meno libero», aveva commentato Cantone.
L'amministratore delegato della Consip considera la decisione dell'Antitrust una specie di spartiacque in questa vicenda, in grado pure di facilitare lo sblocco delle procedure incagliate. Anche se bisogna ricordare che non è nemmeno la prima multa appioppata a molti di quei soggetti: nel 2016 un cartello analogo per la pulizia nelle scuole, un appalto da un miliardo e 630 milioni, era stato punito con una sanzione di 110 milioni.
Ma Cristiano Cannarsa è consapevole del fatto che non può bastare.
Il settore dei servizi presenta aspetti che non comuni con le altre forniture di cui si deve occupare la società nata più di vent'anni fa durante il governo di Romano Prodi per volontà del ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi con l'obiettivo di dare una svolta al disordine imperante nel mondo piuttosto opaco dei contratti pubblici. Qui vige, per esempio, la clausola sociale: regola per cui il vincitore della gara è obbligato a prendersi in carico il personale dell'operatore al quale subentra. I lavoratori sono quindi sempre gli stessi, e questo comporta anche il coagulo di interessi territoriali. Quello che cambia è soltanto il nome dell'impresa che incassa i soldi pubblici e realizza il margine di guadagno su un'attività a bassissimo valore aggiunto. Per non parlare dei ricorsi.
Un centinaio almeno, negli ultimi sette anni. Di cui una buona fetta presentati da Manutencoop e Romeo Gestioni.
Ecco perché gli attuali vertici della Consip, che la brutta faccenda l'hanno in larga misura ereditata considerando che le gare citate sono state bandite prima del loro arrivo, avanzano l'idea di una legge del Parlamento per regolamentare in maniera diversa un settore così particolare. Magari facendo rientrare anche questo nella sfera pubblica. Il che toglierebbe a chi amministra la Consip anche le castagne dal fuoco.
Ciò che stupisce è come in tanti anni non sia stato fatto praticamente nulla pur essendo a conoscenza di tutte le scorie che questi appalti si portavano dietro. E anzi peggiorandole ancora, se possibile, offrendo lotti sempre più imponenti: finché l'inchiesta su fm4 non ha fatto scoppiare il bubbone.
Quanto alle procedure incagliate, è perfino comprensibile che questo stato di cose abbia moltiplicato diffidenze e cautele. Va però detto che per ogni gara non aggiudicata i relativi servizi non vengono interrotti. Semplicemente si proroga l'appalto scaduto. E 10 miliardi di contratti prorogati, per giunta non da ieri, non sono esattamente un buon viatico per il rispetto delle regole.
I numeri Stop e sanzioni 26 Le procedure Attualmente alla Consip sono bloccate 26 procedure, valore complessivo 10 miliardi 235 La multa Le imprese partecipanti alla gara Fm4 sono state multate per 235 milioni