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23/03/2021

Uffici comunali e alloggi Un piano per l ‘ antica torre

La Prealpina

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RESCALDINA I costi del progetto contestati dal centrodestra
RESCALDINA - Ristrutturare un ' area privata con soldi pubblici? Un progetto è stato presentato in commissione Urbanistica e il Centrodestra Unito grida allo scandalo intervenendo sulla questione del piano di recupero della Torre Amigazzi, edificio del XVIII secolo che attende da oltre un decennio di essere riqualificato. Bando ministeriale Il gruppo d ' opposizione, capitanato da Mariangela Franchi, punta l ' indice contro la decisione della giunta Ielo di partecipare al bando " Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell ' Abitare " , in associazione con Legnano e Parabiago per il tramite di Città Metropolitana di Milano: «Il progetto, se accedesse ai fondi, verrebbe finanziato con 5 milioni di euro», contesta lo schieramento politico: «Uno sproposito, quando si sarebbe dovuta semplicemente far rispettare dalla proprietà la convenzione in essere». Un passo indietro La convenzione col Comune, datata 7 ottobre 2008, obbligava a ristrutturare lo stabile fra via Gramsci e via Pellico, appartenuto all ' ordine delle Figlie della Carità Canossiane di Barbara Melzi, a fronte di minori oneri di urbanizzazione. Si sarebbero dovute costruire palazzine con case da affittare a prezzi agevolati a famiglie bisognose; la fidejussione assicurativa, di 359.227 euro, corrispondeva al 100% del costo di ristrutturazione dell ' edificio, e andava destinata ad attività culturali e sociali. Oggi nulla è stato ancora realizzato e, senza riscuotere la fidejussione, si è fissata come nuova scadenza (grazie alle proroghe sui Piani attuativi concesse dal " Decreto del fare " ) al 7 ottobre 2021; poi, causa Covid, un ' ulteriore proroga governativa fino al 7 ottobre 2024. «Ci sembra palese la poca intenzione di procedere ai lavori di ristrutturazione» osserva il consigliere leghista Ambrogio Casati: «Ma ecco arrivare, lancia in resta, il Comune sotto le insegne di Vivere Rescaldina, che s ' i nventa di procedere direttamente alla ristrutturazione, togliendo cosi le castagne dal fuoco alla società in questione». Cinque milioni di euro per ristrutturare la Torre Amigazzi sembra uno sproposito al centrodestra, che afferma: «Se ciò avvenisse, ci troveremmo di fronte a un investimento immobiliare mai visto prima a Rescaldina, in un colpo solo. Fra l ' altro il decreto non solo concede al Comune di intervenire anche su beni di privati ristrutturandoli con soldi pubblici, ma li obbliga a cederli alla proprietà dopo 25 anni. Le opere pubbliche E per quanto riguarda la fidejussione, cifra corrispondente ai lavori che l ' immobiliare avrebbe dovuto fare? «Bisognerà rinegoziarla e trovare altre opere pubbliche da far fare a questa società, che chissà quando le farà, se le farà», afferma Ambrogio Casati. L ' ipotesi sarebbe di destinare la cifra a locali per associazioni, «che già sovrabbondano», per uffici comunali, «anche questi già diffusi», e a dieci appartamenti per necessità abitative, «di cui abbiamo già esperienze poco confortanti sulle manutenzioni e cura». La conclusione? «Che il cortile della Torre Amigazzi vada ristrutturato nessuno lo contesta afferma il consigliere - e se proprio vuole farlo il Comune non si può spendere una cifra cosi elevata. Coinvolgono tutti i cittadini, bambini compresi, e se ne vantano, per spendere 50mila euro del bilancio partecipato, e non chiedono alcun consenso per spendere 5 milioni». Stefano Di Maria © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La Torre Amigazzi, l ' edificio risale al XVIII secolo: da oltre un decennio attende di essere riqualificato ( Pu b b l i f o t o )