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19/10/2019

«Udienza» al telefono per salvare i lavori di Vaia «La legge lo consente»

Corriere del Veneto

Al Tar
Vista l'urgenza del caso, che peraltro riguarda un'altra grande emergenza cioè la tempesta Vaia, il giudice del Tar ha deciso di non perdere tempo e ha sentito le parti per telefono. Procedura consentita dalla legge ma decisamente inusuale. E' successo giovedì, quando la presidente del Tar, Maddalena Filippi, ha respinto con decreto il ricorso di «Costruzioni Infrastrutture Generali srl», che chiedeva la sospensiva del VENEZIA bando per il ripristino idraulico e idrogeologico delle zone colpite dall'uragano del novembre 2018. Il bando è stato emanato da «Veneto Acque spa», su incarico del commissario straordinario per l'emergenza Luca Zaia, per affidare la pulizia del lago di Alleghe e la realizzazione di un sistema di sicurezza in caso di piene ed è stato vinto, lo scorso 24 settembre, da un raggruppamento di imprese tra «Sici srl» e «Consorzio Stabile Toscano scarl». La società ricorrente chiedeva la sospensione immediata dell'aggiudicazione, senza attendere la convocazione dell'udienza entro 20 giorni dal ricorso e senza sentire la controparte, come previsto dalla legge per chi teme di subire un danno «irreparabile». Ma l'avvocato Antonio Greco, che rappresenta «Veneto Acque spa», nello stesso giorno è riuscito a produrre due memorie, che la mattina dopo il giudice ha trovato sul suo tavolo insieme al ricorso. A quel punto, poiché l'articolo 56 del Codice di procedura civ i l e l o co n sente, la pres i d e n te d e l Tar ha sentito le parti per telefono e poi ha respinto il ricorso. «Secondo il cronoprogramma dei lavori, entro il prossimo 30 novembre è prevista la conclusione della prima fase dell'intervento relativa alla rimozione di parte del materiale solido trasportato dal torrente Cordevole durante la piena dell'ottobrenovembre 2018 - recita il decreto -. Mentre dal primo dicembre è prevista la sospensione dei lavori fino ad aprile 2020. La mancata tempestiva rimozione del materiale inerte comporta un alto rischio di allagamento dei terreni e delle aree abitate limitrofe, come verificatosi nell'autunno dello scorso anno». E quindi «non sussistono i presupposti per l'accoglimento della domanda di sospensione». Il Tar ha inoltre fissato un'udienza in camera di consiglio per il 6 novembre. «Nei casi urgenti la procedura di sentire informalmente le parti, cioè per telefono, è prassi in America - spiega l'avvocato Greco - in Italia non succede praticamente mai. In quest'occasione però era un discussione un evento molto importante e quindi il giudice ha applicato l'articolo 56 del Codice di procedura civile. Mi ha chiesto chiarimenti su alcuni passi delle memorie da me depositate, che le ho fornito nel dettaglio, e poi ha sentito il ricorrente, che appunto aveva chiesto di sospendere l'assegnazione del bando senza sentire noi. Il che è consentito dalla legge». Dopo la decisione del giudice è stato dato immediato avvio ai lavori. M.N.M.

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