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01/05/2021

Ubertini “Così cambieremo la selezione dei docenti”

La Repubblica - Ilaria Venturi

intervista al rettore dell'alma mater
kIl rettore Francesco Ubertini durante un incontro con gli studenti universitari prima della pandemia ● a pagina 6 e 7 L'Alma Mater non è immune da ricorsi e contestazioni sui concorsi, emersi dall'inchiesta di Repubblica "Agnese nel paese dei baroni" (uscita sul giornale di domenica scorsa) che ha scoperchiato antichi guai della malauniversità. In Ateneo dal 2018 al 2020 sono state ben undici le segnalazioni al rettore dell'Osservatorio indipendente sui concorsi.
Con osservazioni di questo tenore: quel bando è scritto su misura del candidato che deve vincere, la commissione ha attribuito punteggi favorendo un solo concorrente.
«Laddove abbiamo ravvisato irregolarità siamo intervenuti, ma il contenzioso è irrisorio» replica Francesco Ubertini al suo ultimo anno di mandato. Ed è Bologna ora a guidare la riforma dell'accesso alla docenza approvata dalla Conferenza dei rettori la scorsa settimana e presentata alla ministra all'Università MaIn due anni sono stati contestati diversi casi Ora però l'accademia prova a scommettere su un nuovo sistema mettendosi alla testa del progetto inviato a Roma per correggere le storture ria Cristina Messa. Ubertini rivendica la necessità di intervenire comunque su un sistema di selezione dei futuri professori che mostra tutti i suoi limiti. A partire da carriere costruite tutte in un solo ateneo. E dalla necessità di svecchiare il corpo docente. Un modo per rispondere anche alle accuse rivolte alle università di favorire solo candidati interni.
Un dibattito aperto: è giusto premiare l'allievo formato in casa? Ma chi viene da fuori con più titoli perché il più delle volte non passa? L'Osservatorio sui concorsi in questi anni ha scritto almeno 11 volte a Ubertini su concorsi banditi dall'università soprattutto per posti da ricercatore di tipo B, quelli che permettono poi di accedere alla docenza una volta conseguita l'abilitazione nazionale.
Su alcune segnalazioni, che si riferivano a sei concorsi, l'ateneo è intervenuto. A giugno 2018, per esempio, finisce sotto la lente d'ingrandimento il bando in Storia della filosofia antica: in commissione c'è il professore che è stato relatore di tesi, tutor e partecipa ai convegni con una candidata. Non va bene, tutto da rifare. Altro caso, Ecologia: qui viene segnalato che c'è un candidato che corrisponde, guarda caso, al profilo del bando. E così per un posto da ricercatore in Storia Medievale e in Storia del Cristianesimo. I giudizi della commissione vengono contestati anche sul bando in Storia delle scienze e delle tecniche: perché vengono attribuiti più punti a chi ha una sola abilitazione contro chi ne ha tre? Un pasticcio poi è stato il concorso da associato in Letteratura italiana, dove si è arrivati a un esposto in Procura e dove l'ateneo ha annullato gli atti. Le segnalazioni non hanno però cambiato l'esito dei concorsi, anche a commissioni rifatte. - il. ve.