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26/02/2021

Tutti in fuga dal bando del Comune Trapani rischia di restare senza calcio

La Repubblica - Fabio Tartamella

Il nuovo club granata
Non c'è pace per il Trapani. Anche prima che nasca il nuovo club. Il comunicato del sindaco Giacomo Tranchida, che ha annunciato le condizioni da rispettare per diventare proprietari, hanno suscitato un vespaio di polemiche. Serie B da raggiungere in quattro anni, nomina del presidente del collegio sindacale da parte dello stesso primo cittadino, fideiussione di un milione che il Comune potrebbe escutere se dovesse arrivare una retromarcia della nuova proprietà: questi sono alcuni dei requisiti che si preannunciano necessari per chi vorrà gestire il Trapani, ripartendo dalla serie D. Paletti difficili da superare per chiunque abbia intenzione di investire denaro in un progetto di rinascita faticoso e dispendioso. In ordine cronologico, la prima reazione è giunta dai tifosi della Curva Nord, palesemente schierati per l'ingresso dell'imprenditore René De Picciotto, che con un comunicato hanno manifestato tutto il loro disappunto. Poi, ieri pomeriggio, è arrivata anche la nota ufficiale dell'imprenditore palermitano Ettore Minore, che ha annunciato il suo ritiro dalla contesa. «Non si può non rimanere perplessi - si legge - sulla possibilità che tali imprescindibili punti possano limitare la libera impresa e le scelte che in futuro dovrebbero essere operate. Ove fossero confermati, non potremmo che formalizzare, a malincuore, il nostro ritiro dal bando. Ma non è l'unico motivo: dopo i messaggi apparsi allo stadio e il comunicato degli Ultras della Curva 2 aprile 1905, rispettando la volontà dei tifosi trapanesi, il dottor Ettore Minore decide di ritirare la manifestazione d'interesse e la conseguente partecipazione al bando per l'assegnazione del titolo sportivo del Trapani Calcio». A questo punto, i concorrenti rimangono tre: il già citato René De Picciotto, la cordata serba di Zoran Popovic e il comitato "C'è chi il Trapani lo ama".
L'avvocato palermitano Roberto Lio ha rappresentato Popovic alla riunione di lunedì scorso con il sindaco. «Avevamo presentato diverso tempo fa - spiega Lio - la manifestazione d'interesse e ci è sembrato corretto ascoltare il sindaco e le sue richieste. Dobbiamo valutare diverse cose e attendere che il bando venga ufficialmente pubblicato. Allo stato attuale, non mi sento di escludere che ci tiriamo fuori dalla corsa, ma di certo dovremo leggere attentamente il documento finale». Insomma, un interesse non negato ma tiepido. Attraverso il presidente Lillo Castelli, il comitato "C'è chi il Trapani lo ama fa sapere che «non parteciperà al bando, ma rimarrà vigile su quanto accadrà». Infine, la candidatura di René De Picciotto che ha trascorso tre giorni in città per curare i dettagli dell'acquisto del palazzo della Banca d'Italia. Alle dichiarazioni del sindaco sulle linee guida, non è seguita alcuna reazione ufficiale, ma all'interno del suo entourage restano tutte le perplessità per i requisiti richiesti. «A queste condizioni - il commento di De Picciotto con i tifosi - difficilmente qualcuno può pensare di prendere il Trapani». La situazione attuale, insomma, richiede un chiarimento definitivo del sindaco. Se le condizioni rimarranno rigide, è difficile che qualcuno possa pensare seriamente di far rinascere il calcio a Trapani. Se, viceversa, le linee guida verranno considerate elementi favorevoli nella corsa per la nuova proprietà, allora sarà diverso.
Le prossime giornate saranno decisive per capirne di più. Intanto, la città freme e mostra la sua preoccupazione. Un altro anno senza calcio sarebbe vissuto come un incubo.

Foto: kProvinciale Una veduta dello stadio di Trapani