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27/11/2019

Tutti i dubbi dell’Anac sulla gara d’appalto per il Marina yachting `

Il Messaggero

Il documento dell'Autorità anticorruzione è stato acquisito dalla Procura che ha già aperto un'indagine sulla vicenda
L'INCHIESTA
C'è anche un documento dell'Autorità nazionale anticorruzione nel fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia sull'appalto per il Marina Yachting. L'indagine aperta dal sostituto procuratore Alessandro Gentile sembra dunque andare avanti con l'acquisizione di tutta una serie di carte che gli inquirenti stanno valutando per capire se l'iter per l'aggiudicazione di un'opera che cambierebbe il volto del porto storico dello scalo locale sia stato del tutto cristallino.
LA VISITA ISPETTIVA
Tra queste carte c'è appunto il documento dell'Anac, peraltro molto recente, dato che è stato pubblicato sul sito della stessa Autorità anticorruzione il 5 novembre scorso. Documento che non è sfuggito agli inquirenti e che ora sarebbe sotto la lente d'ingrandimento della magistratura. Su quel documento si punta l'attenzione soprattutto su Rogedil e su Port Mobility. L'Anac, infatti, dopo un procedimento di visita ispettiva all'Autorità portuale di Civitavecchia, avrebbe rilevato che il trasferimento del pacchetto azionario di Port Mobility a vantaggio di Rogedil nel 2014, ha suscitato significative perplessità scrive l'Autorità anticorruzione sulla legittimazione dell'attuale società concessionaria a proseguire nello svolgimento dei servizi affidati con la concessione del 2005. In sostanza l'Anac sostiene che i servizi di manutenzione, mobilità, viabilità e altro, non potrebbero essere svolti da Rogedil in quanto non avrebbe i requisiti previsti dall'articolo 23 della legge 84 del 1994 che ha riformato i porti. Aggiunge ancora l'Anac: In particolare non è stato verificato (dall'Autorità portuale, ndc) se le modifiche dell'assetto societario di Port Mobility avrebbero potuto far venire meno le condizioni per l'affidamento diretto della concessione alla Port Mobility stessa.
LA CONFERENZA DEI SERVIZI
Tutto questo potrebbe andare a incidere anche sull'appalto vinto da Roma Marina yachting per realizzare l'approdo turistico di lusso nel porto storico, in quanto la società vincitrice è, di fatto, per larga parte delle quote di proprietà proprio di Rogedil. Secondo uno dei ricorrenti, la società Medov, che aveva presentato uno dei progetti per il Marina yachting come Porto storico Civitavecchia, queste (e non solo queste) presunte irregolarità non potevano non essere valutate in sede di conferenza dei servizi. Tanto che la stessa Medov, o più precisamente la Porto storico Civitavecchia srl, ha scritto all'attuale sindaco Ernesto Tedesco e all'ingegner Giulio Iorio, dirigente del Comune e responsabile unico del procedimento per il Marina yachting, intimando allo stesso Comune, entro un mese dalla richiesta inviata il 15 novembre scorso, di convocare una nuova conferenza dei servizi, di annullare in autotutela quella precedente, aggiungendo che qualora il Pincio non dovesse accogliere questa richiesta, sarebbe pronta a proseguire la propria battaglia in tutte le sedi giudiziarie.
GLI INTERROGATORI
Intanto, in una sede giudiziaria, quella della Procura, la questione è già aperta, con la citata inchiesta avviata dal pm Gentile, che ha già ascoltato in qualità di persona informata dei fatti l'ex sindaco Antonio Cozzolino e che con ogni probabilità proseguirà negli interrogatori con i protagonisti di questa storia che sembra destinata ad arricchirsi di numerosi capitoli.
Stefano Pettinari
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