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08/10/2020

Tutti contro il bando Adi: «Illogico»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

CURE DOMICILIARI QUALITÀ DEL SERVIZIO A RISCHIO INCONGRUENZE La stazione appaltante ha riconosciuto l'errore nella base di calcolo delle retribuzioni. Ma ha adeguato solo due lotti I DUBBI DEI «PICCOLI» Che senso ha suddividere il bando in quattro lotti se poi possono essere tutti aggiudicati allo stesso operatore?
Critiche, appelli e ricorsi: il rischio è distruggere il servizio. E la Regione non batte ciglio
GIOVANNI RIVELLI l Un coro di «no». Da associazioni di categoria, sindacati e operatori grandi e piccoli. Ma la Regione va avanti imperterrita. Senza nemmeno un momento di confronto e di riflessione, con un muro contro muro giocato sulla salute dei cittadini e i servizi connessi, visto che buona parte dei rilievi investono la qualità dell'assistenza. Del bando per il rinnovo dell'as sistenza domiciliare integrata nelle due Asl della Basilicata (ma gestito dalla stazione unica appaltante regionale) dovranno occuparsi ora i magistrati amministrativi del Tar a cui si è rivolta una cooperativa di Napoli, la Solco, mentre un altro operatore, la Cooperativa sociale lucana Nasce un sorriso, ha inviato una lettera alla dirigente della stazione appaltante, Liliana Santoro, dal direttore generale del dipartimento salute, Ernesto Esposito, direttamente coinvolti nella procedura, e al presidente della Regione Vito Bardi e all'assessore Rocco Leone, per i connessi profili politici, per chiedere di bloccare la gara, modificare e integrare gli atti della procedura, e in particolare il disciplinare e, conseguentemente, prevedere un slittamento della gara stessa ripartendo dalla pubblicazione della procedura. Due strade diverse, ma entrambe per indicare i limiti di una procedura di aggiudicazione su cui già si erano appuntati i dubbi di Alleanza delle Cooperative e sindacati (come meglio vediamo accanto). E al di là degli aspetti industrial-economici (su cui si pronunceranno i giudici) il vero rischio è che per far quadrare i conti si massacri un servizio che oggi era preso ad esempio in Tutt'Ita lia. L'INCONGRUITÀ DELLE SOMME -La stazione appaltante ha riconosciuto l'errore: nel calcolo degli importi a base d'asta non è stata considerata la «quota dovuta a titolo di indennità professionale agli infermieri ed ai fisioterapisti». Ma poi, in modo incomprensibile, ha corretto l'erro re solo per due dei quattro lotti non modificando, per paradosso, proprio quelli in cui la presenza di prestazioni di infermieri e fisioterapisti è più massiccia. Un tema finito al centro del ricorso al Tar della coop partenopea, che punta il dito anche contro altri aspetti, come il «taglio» delle previsioni di vita dei pazienti delle cure palliative, la retribuzione delle relative prestazioni fino a un massimo forfettario (ma se inferiore il conto è analitico) e l'obbligo di prestare gratuitamente assistenza psicologica alle famiglie. Condizioni aleatorie, è la lamentela sottoposta ai giudici amministrativi, che non consentirebbero un offerta congrua con possibili costi che non è possibile stimare per circa 900mila euro. I RISCHI DI QUALITÀ DEL SERVIZIO -E se i conti, alla fine, dovessero non quadrare? Il rischio è che si abbassi la qualità del servizio. Perché, è un altro motivo del ricorso, in due dei quattro lotti «nel capitolato manca un dettaglio degli accessi, per ciascuna figura professionale» cioè «mentre, il numero di accessi per il medico e lo psicologo vengono specificati (...) per gli infermieri, i fisioterapisti e gli OSS, invece, ciò non viene dettagliato». Facile pensare che se, come segnalato, i conti non dovessero quadrare, salterebbero fisioterapia, iniezioni, flebo, assistenza alle pulizie personali, consegna dei medicinali ecc., facendo precipitare il servizio. LE RAGIONI DEI PIÙ PICCOLI -Quattro lotti, con la possibilità che un paziente che si aggrava e abbia bisogno di passare alle cure palliative debba cambiare dal fisioterapista all'infermiere, ma poi anche la possibilità di cumulare tutti i lotti su un solo ope. ratore. È il rilievo mosso dalla coop potentina Nasce un Sorriso secondo cui, nello spacchettamento in lotti, la stazione appaltante «ha dato senza dubbio attuazione alle norme nella parte in cui è previsto sia di favorire l'accesso delle microimprese, piccole e medie imprese», ma al tempo stesso «ha del tutto ignorato il comma 3 dello stesso articolo che letteralmente stabilisce: "Le stazioni appaltanti possono, anche ove esista la facoltà di presentare offerte per alcuni o per tutti i lotti, limitare il numero di lotti che possono essere aggiudicati a un solo offerente». Una previsione illogica - è la lamentela anche sotto questo aspetto mentre tra poche ore scade il termine per le offerte.

Foto: CURE Un paziente anziano viene assistito dal personale addetto


Foto: SENZA ORARI


Foto: Non previsti dati minimi sulle presenze di infermieri e fisioterapisti