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20/01/2019

Tutti al «Tar», così si blocca la Toscana

QN - La Nazione

Lisa Ciardi FIRENZE FRA IL DIRE e il fare, spesso, c'è di mezzo il Tar. Proprio il Tribunale amministrativo regionale è infatti l'organo chiamato a esprimersi sui ricorsi che aziende e privati cittadini promuovono nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Ci si rivolge al Tar per un esproprio ritenuto ingiusto, un iter non corretto in una gara d'appalto, un'infrastruttura che si pensa crei danni a uno o più cittadini. Così, quando si tratta di grandi opere, non è raro che le idee di Comuni, Province e Regioni si arenino al Tar e che, fra tempi tecnici e successivi ricorsi al Consiglio di Stato (davanti al quale sono appellabili le sentenze del Tar) passino anni. E CAPITA anche, ovviamente, che il Tribunale dia ragione ai ricorrenti, fermando i cantieri per vizi di forma, errori procedurali o problemi più gravi. L'ultimo progetto che potrebbe finire davanti al Tar (l'azienda che aveva vinto la gara sta valutando in queste ore come muoversi), riguarda la demolizione dell'ospedale Misericordia e Dolce di Prato. NEI GIORNI scorsi, l'Asl Toscana ha revocato l'affidamento dei lavori alla Daf Costruzioni Stradali, avviando l'iter per «passare il testimone» alla seconda classificata. «L'annullamento - spiegano dalla Daf - non è conseguenza di una carenza di documenti presentati dal concorrente, ma solo di un'incongruenza, asserita tale dall'amministrazione, nei documenti presentati da un sub-affidatario a cui avevamo già rinunciato prima dell'adozione del provvedimento. La nostra esclusione comporterà un maggior esborso per le casse pubbliche per oltre un milione di euro e ingenti danni per il nostro raggruppamento». L'EX OSPEDALE pratese deve lasciare spazio a un parco urbano, ma una guerra di carte potrebbe allungare l'attesa. Fra le opere che hanno invece già avuto lo stop sia dal Tar (nel 2016) che dal Consiglio di Stato (nel 2018) c'è l'inceneritore di Case Passerini a Sesto Fiorentino (Firenze). L'autorizzazione a procedere è stata annullata perché mancavano le «opere di compensazioni preliminari», ovvero il bosco della Piana. E le sentenze hanno contribuito a spingere il presidente della Regione, Enrico Rossi, ad abbandonare il progetto. ARENATA davanti al Tar anche la riapertura dell'inceneritore di Scarlino (Gr), da anni al centro di battaglie legali. In questo caso è stato il Comune, lo scorso ottobre, a ricorrere al tribunale amministrativo contro la delibera della Regione che ne autorizzava il funzionamento. Un'altra battaglia infinita riguarda la gara per il trasporto pubblico regionale, ovvero i bus. Arrivata prima davanti al Tar (che ha dato ragione alla Regione nel 2017) ora prosegue di fronte alla Corte di Giustizia Europea e si concluderà al Consiglio di Stato. SCHIERATI l'uno contro l'altro ci sono Mobit (che raccoglie molte delle 14 Scarl che per anni hanno gestito il servizio in Toscana) e Autolinee Toscane, emanazione della francese Ratp. Quest'ultima si è aggiudicata la gara, contestata però da Mobit. In attesa che i nodi siano sciolti, le due contendenti hanno concordato con la Regione un contratto-ponte di due anni per traghettare il trasporto toscano oltre il contenzioso. Ma intanto la battaglia legale va avanti. SCHEDA

Le ragioni

Di prassi ci si rivolge al Tar per un esproprio ritenuto ingiusto, un iter non corretto in una gara d'appalto, un'infrastruttura che si pensa crei danni a uno o più cittadini. In pratica questioni di interesse legittimo riconosciute come base della giustizia amministrativa.


Esiti e ricorsi

Ovviamente, il Tribunale può dare o meno ragione ai ricorrenti. Nel primo caso, ad esempio, fermando i cantieri per vizi di forma, errori procedurali o problemi più gravi. Nei confronti della sentenza si può ricorrere al Consiglio di Stato.


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