scarica l'app
MENU
Chiudi
12/01/2019

Tutte le opere ferme fra bandi sbagliati e commissari in fuga

La Repubblica - Daniele Autieri

Il dossier
Dalle voragini al verde l'elenco delle occasioni fallite. Ora il ricorso al ministero per gestire la manutenzione stradale
La sofferta decisione di delegare al governo la gestione dei bandi per la manutenzione delle strade ha la forma e la sostanza di un "ammainabandiera", un atto di resa incondizionata che la sindaca Virginia Raggi consegna nelle mani di Luigi Di Maio dopo giorni di battibecchi via social consumati con Matteo Salvini per rimpallarsi le responsabilità di una capitale allo sbando. Asserragliata nel fortino del Campidoglio e bersagliata dalle accuse di immobilismo, la prima cittadina tenta così di sbloccare il bando più significativo di una lunga lista di opere promesse e mai realizzate per colpa di una ormai accertata incapacità di agire della macchina comunale targata 5 Stelle. Mentre la stessa Raggi aveva plaudito perfino a un irrealizzabile intervento dell'esercito per chiudere le buche di Roma, la lista dei bandi bloccati rimane lunghissima. E forse l'esempio più significativo di questa inefficienza è il bando rimozioni, quello dedicato alle auto in doppia fila, che nel novembre scorso è stato annullato dal Tar per la sesta volta perché - secondo il tribunale - conteneva vizi formali o addirittura violava i principi di concorrenza nei contratti pubblici.
La mancata gestione delle strade e il loro conseguente degrado è uno dei nervi scoperti di questa amministrazione, ma anche il verde pubblico si è conquistato un posto d'onore nel grande libro dei sogni mai realizzati. Una ricerca di Confartigianato imprese, commissionato allo studio legale AdLaw, ha denunciato che sono bloccati 7 milioni di euro già stanziati per la difficoltà a formare le commissioni aggiudicatrici che dovrebbero selezionare i vincitori delle gare.
Il grosso del valore economico spetta al bando per la manutenzione degli alberi (4 milioni di euro), che continuano a cadere mettendo a rischio la vita dei cittadini, e che è stato pubblicato nell'aprile del 2017, insieme alla manutenzione del verde orizzontale (3,2 milioni). Uno stallo che ha obbligato il Comune a lanciare 42 mini-gare (35 delle quali assegnate) per porre un freno all'emergenza e garantire almeno la gestione ordinaria del verde, soprattutto vicino alle scuole. La realtà è questa, anche se la sindaca continua a indossare l'elmetto del pompiere e a gettare acqua sul fuoco. Di fronte allo stallo evidente dei bandi sulla manutenzione stradale, il 13 novembre scorso ha dichiarato: «Le gare si stanno svolgendo sia a livello centrale che municipale. Solo quest'anno abbiamo finanziato gare per 140 milioni, alcune già aggiudicate. Però abbiamo chiesto aiuto anche al governo».
Ecco, appunto. L'aiuto al governo sulla partita delle opere cittadine trasforma la guida politica del Campidoglio in un'amministrazione controllata, dove i "manager" scelti dai cittadini vengono congelati nelle loro funzioni in favore dell'esecutivo. Tutto questo mentre i bandi restano bloccati e le opere non vengono realizzate.
L'appalto per la manutenzione delle fontane artistiche è rimasto fermo per mesi; la gara da 12 lotti per la manutenzione ordinaria delle scuole di Roma è congelata da mesi; stesso discorso per i lavori di restauro del Mausoleo di Augusto (i lavori non sono mai partiti perché le offerte economiche sono state ritenute anomale); o ancora per i piani di zona di Collefiorito e Tor Vergata dove il Campidoglio non ha stanziato i fondi per completare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
Una storia a sé, forse perfino più dolorosa delle altre, è quella che riguarda la gestione della spazzatura e che sta mettendo a dura prova il sistema dei rifiuti di Roma. Le due gare indette nel 2018 dall'Ama per il trasporto dei rifiuti fuori dalla città sono andate entrambe deserte obbligando la municipalizzata a proseguire sulla strada degli affidamenti diretti. Sul caso ha acceso un faro l'Antitrust che sta adesso verificando la possibilità che l'esito negativo della gara fosse manipolato da un cartello di imprese che ha pianificato l'astensione per mantenere la prassi dei rinnovi e degli affidamenti diretti. Un'altra faccia dell'immobilismo che tiene in scacco la capitale.

Foto: L'assessore Gatta si affida ai droni L'ultimo acquisto del Comune è un occhio elettronico per osservare dall'alto lo stato delle strade di Roma


Foto: A sinistra, lavori di manutenzione straordinaria su una strada piena di buche. Qui sopra, il viadotto della Magliana con il restringimento. A destra, il ponte che sarà messo in sicurezza