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11/07/2020

Tutte le ombre del Modello Genova

La Repubblica - Giancarlo Bonifai*

L'intervento
Cara Repubblica, da più parti, auspicando la velocizzazione delle procedure per la realizzazione delle opere pubbliche, è stato indicato quale esempio il Modello Genova, imperniato sulla nomina di un Commissario Straordinario con il potere di agire "in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale" per tutte le fasi della costruzione di un'opera.Il caso di Genova è emblematico perchè la nomina del Commissario riguarda, per definizione, una specifica realizzazione ed il Commissario per la Ricostruzione del viadotto Polcevera è stato incaricato di occuparsi, in solitaria, di un'opera che rappresenta solo una porzione del nodo autostradale di Genova, senza alcun collegamento con il ridisegno di un sistema viabilistico che, prima della tragedia, era già notoriamente inadeguato rispetto alle esigenze della Città e del suo Porto. Quanto alla ricostruzione, il Commissario ha potuto ignorare, perché ciò rientrava nei suoi poteri, i suggerimenti degli autorevoli esperti che avevano sostenuto l'ipotesi del recupero della parte del Ponte non crollata e che, stando alle prove di carico effettuate sulle strutture sopravvissute, era possibile.
Al contrario, ha invece deciso di demolire l'intera struttura, con un evidente aggravio di tempi e di costi.
Non ha neppure valutato i progetti presentati da importanti Aziende e progettisti di fama nell'ambito delle manifestazioni di interesse, pur da lui sollecitate, perché difformi dall'idea della completa demolizione dell'infrastruttura.
La giusta urgenza di ricostruire, infatti, ha messo la sordina a qualsiasi discussione, anche se, nei lunghi mesi trascorsi prima del concreto inizio delle opere di demolizione, si sarebbero potute studiare le alternative, confrontandosi con i tecnici che le avevano proposte. Ciò non è accaduto, in virtù degli inediti poteri attribuiti al Commissario, e l'esempio vorrebbe ora essere replicato per l'intero Paese.
D'altronde, le Istituzioni avevano già deciso, all'indomani della tragedia e ancora prima di intraprendere la procedura negoziata senza previa pubblicazione, di cui all'art. 32 della Direttiva 2014/24/UE, chi avrebbe progettato, demolito e ricostruito l'opera, anche a prescindere da cosa sarebbe stato fatto.
A partire dall'inizio di settembre 2018, infatti, i giornali avevano dato notizia che il ponte sarebbe stato costruito da Fincantieri su progetto dell'arch. Piano.
Questo è il Modello Genova, che non ha consentito di scegliere tra diversi progetti, che sottendevano al confronto tra diverse idee dello sviluppo infrastrutturale.Se si esclude la positiva accelerazione di vecchi progetti riguardanti la viabilità a mare ed il suo collegamento con Genova Aeroporto, infatti, è stato riproposto un viadotto, costato oltre 220 milioni di euro, a preventivo, nella stessa posizione del precedente e sul quale, a quanto si legge, sarebbe necessario imporre un limite di 80 Km/h e curve paraboliche, pur rimanendo una tratta autostradale, senza che nessuna delle criticità preesistenti sia stata affrontata né, tantomeno, risolta. A titolo di esempio, è noto come solo in questi giorni stiano emergendo le criticità delle gallerie di collegamento del viadotto con il sistema autostradale, che rischiano di ulteriormente vanificare gli effetti della costruzione di un'opera di tale importanza. Si vorrebbe però che il Modello Genova diventi il paradigma per la gestione dei lavori pubblici in Italia e, a tal fine, si preannuncia un Decreto Semplificazione. Saranno infatti nominati Commissari straordinari per le opere ritenute strategiche da parte del Presidente del Consiglio, con il ruolo di stazione appaltante ed il potere di agire in deroga al codice degli appalti e alle norme di tutela ambientale, paesaggistica ed artistica. Ci si vuole così illudere che la scorciatoia consista nel privare gli Enti pubblici della potestà di decidere come realizzare i propri interventi, consegnando al costruttore la regia dei lavori pubblici, attraverso la scelta del progettista e del progetto, come è avvenuto per il Ponte Morandi.
Nessuna Istituzione, di fatto sostituita dai poteri del Commissario, ha discusso e deciso del nuovo viadotto Polcevera ed a breve, giusto in tempo per le elezioni regionali, assisteremo all'inaugurazione di un'opera che avrebbe potuto essere il presupposto per il ridisegno del nodo autostradale di Genova, ma che non lo sarà.
*Avvocato cassazionista ex Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Genova con la prima Giunta Pericu