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08/08/2020

«Turismo sì, ma rispettando l’ambiente»

QN - La Nazione

LA SPEZIA Alla Spezia, fra i nodi irrisolti ci sono opere pubbliche incompiute come la variante Aurelia e soprattutto il nuovo ospedale. Massardo, anche lei è convinto che un commissario straordinario sia la panacea? «Non sono convinto che la scelta del Commissario sia la panacea di tutti i mali come qualcuno immagina, anche perché il controllo dei costi delle opere è essenziale e non è sempre possibile avere budget non limitati e al di sopra dei valori di mercato in emergenze particolari. La soluzione del problema, dei tempi e dei costi della realizzazione delle infrastrutture sta nelle leggi nazionali che devono essere riviste dal punto di vista della semplificazione, senza perdere di vista i motivi che ci hanno portato ad un codice degli appalti così complicato come l'infiltrazione mafiosa. In molti altri paesi europei ci sono strutture per la gestione degli appalti rapide che riducono la burocrazia, ma effettuano tutte le verifiche necessarie prima e dopo. Purtroppo, nel nostro paese, non esiste una adeguata filosofia del controllo ex post, e dove questi sono stati implementati ci sono state forti resistenze a livello industriale e ministeriale. Ne ho esperienza personale avendo lavorato come consulente della Autorità per l'energia oggi Arera. I controlli e le verifiche sono il solo sistema per garantire la perfetta realizzazione e gestione di opere e risorse pubbliche». Pensa che il Mes o il recovery fund possano essere la chiave per finanziare anche alla Spezia opere strategiche? «Il Mes dovrebbe essere utilizzato, ove lo stato lo accetti, per le opere relative al sistema sanitario che è in una crisi strutturale e organizzativa drammatica, non solo a Spezia, ma in tutta la regione. Il recovery fund? Dovrebbe essere utilizzato per progetti strategici di grande respiro, non solo per completare opere pensate 30 anni or sono, forse anche sbagliate, e perdessimo l'occasione di definire nuove opere strategiche di grande rilevanza per la nostra gente». Formazione professionale, lei ha parlato dell'esigenza di un maggior raccordo fra Università e impresa e di poli di eccellenza che non costringano i giovani ad emigrare. Alla Spezia c'è l'esperienza del Polo Marconi. Si è fatto un'idea su cosa si potrebbe fare per far crescere ancora questa realtà? «Nel 2013 quando ero preside della Scuola Politecnica di Genova ho avuto ampie e complesse discussioni con gli enti pubblici spezzini e alla fine abbiamo convenuto sulla localizzazione e rafforzamento a Spezia di tutte le attività della nautica con l'insediamento di 6 ricercatori finanziati dall'Ateneo e dagli enti stessi. Oggi La Spezia è il primo centro in Europa per la nautica. Sempre in quel momento ci fu l'accordo sul nuovo polo presso l'ospedale militare Falcomatà, da poco inaugurato. Due begli esempi di successo. Si deve continuare a lavorare per migliorare ancora più i rapporti con le aziende del territorio integrando le attività di formazione e di ricerca come nel DLTM e in altri laboratori della Marina e dell'Università. Peccato a volte che esista una certa difficoltà di dialogo fra gli attori ma sta a noi perfezionare i meccanismi con le nostre competenze». Turismo e ambiente, la radicale divergenza di vedute rispetto a Toti si è già vista sul progetto per la Palmaria. In generale , come è possibile trasformare la risorsa ambiente in un fattore di ricchezza? «L'esempio del Parco delle 5 Terre dimostra come si possa realizzare un sistema economico dal nostro fragile territorio. Si deve tuttavia non dimenticare la sostenibilità dell'iniziativa. Non si devono distruggere territori unici per l'interesse di pochi e si devono creare strutture di accoglienza che senza modificare l'ambiente lo rendano fruibile non solo per i liguri, ma soprattutto per quei turisti del nord Europa che hanno nella sostenibilità ambientale un mantra della loro società. La Palmaria in particolare potrebbe essere un incredibile parco marino protetto da visitare in assoluta sintonia con l'ambiente marino in primis». Franco Antola © RIPRODUZIONE RISERVATA