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23/05/2020

TURISMO E NON SOLO, LE RICETTE DI SALVINI

Il Giornale del Piemonte e della Liguria - Diego Pistacchi

INTERVISTA SUI PROBLEMI DELLA LIGURIA
Depositata una proposta di legge per applicare il modello Genova il tutta Italia fino al 2026. «Il ponte in un anno? Una roba pazzesca. Per le vacanze non servono bonus, basta applicare le leggi esistenti. Subito al voto, ma non in piena estate»
■ Un Matteo salvini a tutto campo quello che in un'intervista affronta i problemi più sentiti dai liguri, a partire dal rilamncio del turismo. Le soluzioni offerte sono spesso a costo zero: «Peer esempio, modello Genova per tutta l'economia senza codice degli appalti fino al 2026, applicazione dell'estensione delle concessioni balneari anti Bolkestein». Sul voto delle Regionali: «Prima possibile, ma non sotto il solleone». a pagina 11 ■ Poche misure chiare, applicazione di tutte quelle leggi a costo zero già esistenti, «modello Genova» vero e non solo a parole, al voto prima possibile. È un Matteo Salvini a tutto campo quello che affronta i problemi degli italiani e dei liguri in particolare, proponendo ricette alternative perché «non mi piace solo dire cosa si è sbagliato, ma anche cosa farei io». L'occasione arriva con Beach Live, un confronto organizzato da La Base Balneare con i gestori degli stabilimenti balneari e la presidente varazzina Bettina Bolla a fare gli onori di casa, in un appuntamento che ha già visto protagonisti molti politici di primo piano. Ma dal turismo a tutti i problemi di un rilancio che non c'è il passo è breve e l'intervista a Salvini non si limita. Senatore, il turismo è in ginocchio. Le misure adottate sono sufficienti? «No, ma non lo dico io. Lo ha appena detto il presidente del consiglio che ha promesso un nuovo provvedimento ad hoc per il turismo». Buone notizie allora? «Il problema è che siamo a fine maggio e sta uscendo il decreto rilancio, che in realtà avrebbe dovuto essere il decreto aprile. Se facciamo ad agosto provvedimenti per salvare una stagione, credo sia abbastanza inutile». Cosa si può fare già prima? «Siamo al terzo decreto, 400 pagine, 440 articoli. Li stiamo esaminando con commercialisti, avvocati, fiscalisti per capire cosa c'è scritto. E poi, a proposito di balneari, c'è una legge già scritta, vigente, sulle estensioni delle concessioni al 2033 che basterebbe applicare, a costo zero, con una circolare. Una legge che l'Europa non ha mai contestato e che non credo proprio venga a contestare adesso». Troppa burocrazia? «Ho detto che non voglio solo criticare. Abbiamo appena presentato una proposta di legge che abbiamo offerto al governo. Prevede la sospensione del codice degli appalti fino al 2026». Il modello Genova? «Sì, il modello Genova, ma non a parole. Perché bisogna fare sul serio. A Genova è stato rifatto un ponte in un anno, una roba pazzesca. Di solito ce ne vogliono dieci. Fatto senza un incidente sul lavoro, una truffa, un ritardo. Ma senza certe condizioni non si sarebbe mai fatto» La proposta è stata raccolta? «Vedremo. Hanno due soluzioni. Dire di no, perché l'ha presentata la Lega, o accoglierla. È a costo zero». Conte ha parlato di modello Genova, ha detto di volerlo imitare. «Fuori dalle aule sento molti che poi però non vogliono rinunciare alla burocrazia, a tutta una serie di regole». Vale per le infrastrutture. Ma tutta l'economia è in ginocchio. «Vale per tutto. Se un qualunque imprenditore vuole fare qualcosa, allargare un dehor, fare una tenda lo chiede e poi vale il silenzio assenso. Trenta giorni e lo può fare. Ciò che non è proibito è concesso». A proposito di enti locali. Anche loro non se la passano bene. «Ricevo continue segnalazioni di sindaci e governatori. Il rischio bancarotta è concreto. Sono stati destinati 3 miliardi agli enti locali, ne servono almeno il doppio. Ma non lo dice Salvini, lo dicono amministratori di tutti i colori politici». Diceva che vuole fare proposte. Ma i soldi dove si trovano? «Negli ultimi quattro giorni sono stati piazzati Buoni del tesoro riservati ai soli investitori italiani. Ne sono stati sottoscritti per 22 miliardi. È la migliore risposta. Valgono come tutto il Mes di un anno». Ci sono operai in cassa integrazione e le prime manifestazioni. Negozi e ristoranti che stentano a riaprire. «Sono state coperte finanziariamente 9 settimane di cassa integrazione fino a fine ottobre. Basta un calendario per capire che di settimane ce ne sono 22. I commercianti gli esercenti, tirano su la saracinesca, ma scoprono che i soldi non ci sono. Per affrontare l'estate il turismo e tanti altri settori chiedono di reintrodurre i voucher. Ma la Cgil dice no. Però fino al 17 agosto c'è il divieto di licenziare. Cosa può fare un imprenditore?». Tornando al turismo, il governo offre i buoni vacanza. «Sì, a famiglie con Isee fino a 40mila euro, che magari non hanno in testa come priorità quella di andare in vacanza. E intanto i soldi li devono anticipare gli albergatori. Uno studio della Confcommercio delle province lombarde ha stimato che solo il 6% delle famiglie ha preventivato una vacanza. Il ministro Boccia pensa di non riaprire le regioni neppure il 3 giugno? Spero proprio di no». Ci sono anche problemi a gestire le spiagge libere. Mancano anche per questo le risorse. «Lo so, quando l'amico Giovanni Toti ha proposto di far pagare un euro per contribuire alle spese mi sono arrivate valanghe di messaggi». E cosa ne pensa? «Che le spiagge libere non dovrebbero essere a pagamento neppure simbolico». A proposito di Regioni. È vero che anche Salvini è d'accordo a rimandare il voto delle Regioni? «Per me il voto è sacro. E se ci sono le condizioni di sicurezza bisogna andarci subito. Ho sentito Toti, ho sentito Luca Zaia, ci sono tante Regioni e tantissimi comuni che devono votare. Gli italiani hanno dato una grande dimostrazione di responsabilità, di rispetto delle regole, alla faccia di certi giornali tedeschi. È giusto si torni a fare tutto. Anche votare. Appena possibile». Cosa significa appena possibile? «Vediamo come vanno questi dieci giorni, per valutare gli effetti delle aperture. Se il trend venisse confermato si dovrebbe votare. Certo magari non in fila sotto i seggi a 78 gradi a fine luglio, o presentando liste a Ferragosto».
Non serve ad agosto un altro decreto salva turismo La norma per salvare i balneari c'è già, basta applicarla