scarica l'app
MENU
Chiudi
23/05/2020

Turbativa d’asta e corruzione Nei guai il signor Ivan del Savona Turola, 40 anni, è finito nell’inchiesta “Sanità Malata” della procura di Palermo Avrebbe cercato di favorire un’azienda in maxi appalto per le pulizie ospedaliere E’ ai domiciliari. Da cinq

Il Secolo XIX - Giovanni Ciolina

Giovanni Ciolina / SavonaL'accusa è pesantissima: corruzione e turbativa d'asta in concorso. La carriera di Ivan Turola, 40 anni, milanese, personaggio che ha ventilato strette amicizie con l'ex governatore della Lombardia, Formigoni e l'attuale Fontana, sembra aver conosciuto un brusco stop. Da ieri è agli arresti domiciliari nella sua casa milanese. Il suo nome compare nella maxi inchiesta della procura palermitana su 4 gare d'appalto ritenute pilotate e che hanno portato in carcere tra gli altri Antonio Candela, attuale commissario regionale per la lotta al covid, da sette anni sotto scorta per le denunce su presunte mazzette, e Fabio Damiani, direttore generale dell'Asp di Trapani e nel 2016 responsabile della Centrale Unica di Committenza della Regione siciliana (CUC) e presidente della commissione di gara per "servizi di pulizia, servizi integrati e servizi accessori in ambito sanitario per gli enti del servizio sanitario regionale" per un valore di oltre 227 milioni di euro.Proprio Damiani sarebbe il personaggio a cui sono legate le disavventure giudiziarie di Turola, grande burattinaio nell'acquisto del Savona calcio della scorsa estate e, pur senza mai apparire nei quadri societari, rivestendo il ruolo del finanziatore dell'operazione, tanto da coinvolgere l'ex dirigente del Milan Roberto Patrassi, dimessosi dalla carica di presidente nell'ottobre scorso.Fino a fine dicembre era stato proprio Turola a condurre la società da dietro alle quinte. Spesso presente sugli spalti, era lui a tenere contatti con la squadra e il tecnico. Poi la sua scomparsa dai radar del club biancoblù e anche dai dirigenti.Un ruolo da dietro le quinte simile a quello che avrebbe ricoperto nella lontana Sicilia. Secondo l'accusa dei magistrati palermitani, Turola avrebbe cercato di far assegnare alcuni lotti della enorme gara d'appalto alla Fer. Co. srl di Milano (anch'essa iscritta nel registro degli indagati) presentandosi a Fabio Damiani come rappresentante della società e garantendo «un sostegno personale e politico da parte del Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana Micciché Giovanni (detto Gianfranco), fratello del citato Guglielmo, per la nomina alla carica di direttore generale di una azienda sanitaria».Secondo le accuse del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, Damiani avrebbe accettato da Turola «la promessa di una somma imprecisata di denaro». Secondo gli inquirenti, il "faccendiere" Turola avrebbe effettivamente fatto incontrare il responsabile del procedimento con Guglielmo Micciché, fratello del noto esponente di Forza Italia Gianfranco, e la Fer.Co. con lo scopo di ottenere vanmtaggi nella valutazione dell'offerta per alcuni lotti in gara. Nell'ordinanza di custodia cautelare i giudici parlano di assoluto «asservimento» del dirigente pubblico nei confronti di Ivan Turola«In questo momento non posso rilasciare dichiarazioni» sono le uniche parole di Fabio Sergi, legale di Turola anche nella trattativa che un anno fa aveva portato avanti per l'acquisto della maggioranza del Savona calcio dall'ex presidente Cristiano Cavaliere. Un silenzio (consueto da parte del legale milanese) in attesa dell'interrogatorio di garanzia previsto la prossima settimana. --