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06/10/2018

Turbativa d’asta all’Expo Prosciolto il sindaco Sala

Libero

L'appalto sulla «piastra»
Dopo l'assoluzione per l'affidamento a Mantovani dell'appalto su seimila alberi per l'Expo (ma la procura generale ha fatto ricorso in appello), il sindaco di Milano Giuseppe Sala può tirare un altro sospiro di sollievo. Ieri il tribunale di Milano ha deciso l'archiviazione anche per l'accusa di turbativa d'asta sul maxi appalto per la Piastra dei Servizi di Expo. Un'inchiesta balzata agli onori della cronaca anche per lo scontro tutto interno alla Procura di Milano tra l'allora capo Edmondo Bruti Liberati e l'aggiunto Alfredo Robledo, conclusosi con l'inchiesta finita nelle mani della procura generale milanese. Nell'archiviare le accuse il gup Giovanna Campanile ha così accolto la richiesta della Procura generale. L'archiviazione dalla turbativa d'asta, oltre a Sala, difeso da Salvatore Scuto e Stefano Nespor, riguarda l'ex manager di Ilspa Pierpaolo Perez, assistito dall'avvocato Giovanni Briola, l'ex dg Ilspa Antonio Rognoni e Carlo Chiesa, ex responsabile unico del procedimento per la Piastra. Le accuse, cadute, riguardavano lo stralcio dall'appalto mantenendo invariato il prezzo della gara indetta nel 2011 - della fornitura per le cosiddette "essenze arboree", cioè piante (circa 6mila) da posizionare sull'area del sito che ha ospitato l'Expo. Determinante nell'archiviazione è stata anche la testimonianza di un ingegnere che ha chiarito come «la possibilità di mantenere costante il prezzo a base di gara modificando le singole voci era tecnicamente possibile, poiché mancava lo specifico quadro tecnico-economico dell'appalto Piastra». Secondo il gup, «lo scorporo» fornitura, delle «essenze arboree, è stato utilizzato per rientrare nell'importo complessivo dell'appalto», senza che «questo possa costituire in alcun modo turbativa». Da qui l'archiviazione. I guai giudiziari di Sala relativi all'Expo, però, non sono ancora finiti. Come detto per l'appalto alla Mantovani pende un ricorso in appello e poi c'è l'altro filone nel quale il sindaco è a processo per falso, per aver secondo l'accusa retrodatato un documento al fine di nominare due commissari di gara. Per questo procedimento l'udienza è fissata per il 13 novembre. «L'archiviazione è un peso di meno - commenta sollevato Beppe Sala - Non è ancora tutto completato perché rimane una parte sulla retro-datazione di un documento, però pare che stia venendo fuori un quadro generale di mia correttezza e che ho sempre fatto l'interesse del bene pubblico. Sono sempre stato sereno - ha concluso Sala ma alleggerirsi aiuta, anche perché non faccio un lavoro semplicissimo».

Foto: Il sindaco di Milano Beppe Sala [Fotogramma]

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