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21/11/2020

Tunnel ferroviario, Salc non molla Causa civile sull’appalto revocato

La Nuova Ferrara

L'azienda chiese una maxi variante per i dubbi sulla tenuta del sedime La Fer ha riaffidato i lavori e (a ragione) nega l'accesso agli atti
IL CASOI lavori per realizzare il tunnel ferroviario di via Bologna e la bretella di collegamento tra la Ferrara-Suzzara e la Ferrara Rimini procedono. A vent'anni dall'annuncio del progetto, c'è finalmente la concreta possibilità di vedere realizzati la prima e la seconda opera, nel '22 e nel '23. Parallelamente procede una causa civile promossa dalla società che nel 2018 si era aggiudicata l'appalto da 36 milioni di euro, la lombarda Salc, che fu presto sostituita dalla seconda classificata, la Costruzioni Edili Baraldini Quirino di Mirandola, per un conflitto insanabile sulla progettazione esecutiva.MAXI VARIANTEAccadde che la Salc comunicò di aver riscontrato nel sottosuolo una situazione ben diversa da quella narrata nei documenti di gara, tale da non poter procedere con il lavori in piena sicurezza, soprattutto nei confronti delle abitazioni, e propose allora di modificare il progetto con una variante molto costosa. Fer chiamò una pausa, cercò una soluzione bonaria, poi optò per la procedura di risoluzione contrattuale in danno dell'impresa appaltatrice, decidendo per di più di incassare le garanzie depositate dall'azienda, salvo poi rinunciare dopo un consulto tra legali. Ma l'esclusione della prima classificata è rimasta e l'appalto è andata alla Baraldini.Al tribunale civile pende una causa con richiesta, da parte di Salc, di disporre un accertamento tecnico preventivo sull'effettiva situazione del sottosuolo nell'area interessata ai lavori, quel sedime su cui l'azienda aveva piantato gli interrogativi e l'idea della maxi variante dopo proprie indagini conoscitive geognostiche, geotecniche e idrogeologiche.RICORSO AL TARUn'eco del procedimento civile è risuonata nei giorni scorsi anche nell'aula del tribunale amministrativo, per il ricorso della stessa Salc contro il no ricevuto da Fer su una richiesta di accesso agli atti riferita al progetto esecutivo presentato dal concorrente e all'approvazione da parte della commissione di gara.Sosteneva l'impresa che quei documenti le sarebbero stati utili per poter condurre la sua iniziativa legale in sede civile. Troppo poco, troppo generico secondo i giudici: la richiesta è stata bocciata. "In un procedimento di gara per l'affidamento di contratti pubblici, al fine di esercitare il diritto di accesso riguardo ad informazioni contenenti eventuali segreti tecnici o commerciali, è essenziale dimostrare non già un generico interesse (...) ma la concreta necessità (da intendersi in termini di stretta indispensabilità) di utilizzo della documentazione in uno specifico giudizio". Ricorso respinto, nessuna spesa perché né la Fer, né la Baraldini si erano costituite in giudizio. -- © RIPRODUZIONE RISERVATA