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05/06/2020

Truffe e carte false, così Trisulti è finita nelle mani dei sovranisti

Corriere della Sera - Sacchettoni

L'abbazia e i fedelissimi di bannon
Avrebbero falsificato le carte per aggiudicarsi la duecentesca Certosa di Trisulti, abbazia medievale nel cuore paesaggistico del frusinate, i sovranisti legati al giornalista e politico Steve Bannon. A ricostruire la trama dell'intricata vicenda è una inchiesta del pm Carlo Villani tra finte associazioni spirituali, false attestazioni e altrettanto fantasiosi contratti di servizio per la gestione dei beni culturali. L'uomo cardine dell'intera storia si chiama Benjamin Harnwell ed è il braccio destro dell'ex stratega del presidente Usa, Donald Trump.

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Mascherati da evangelici, i sovranisti legati a Steve Bannon avrebbero falsificato le carte per aggiudicarsi la duecentesca Certosa di Trisulti, più che mai nelle loro mani dopo che, giorni fa, il Tar di Latina ha rigettato il provvedimento di decadenza dalla concessione del ministero dei Beni Culturali.


Un'inchiesta del pm Carlo Villani ricostruisce la trama di questa vicenda che ha consegnato nelle mani dei sovranisti il vantaggio di un'abbazia medievale nel cuore paesaggistico del frusinate. Benjamin Harnwell, braccio destro dell'ex stratega di Trump, è l'uomo attorno al quale ruota l'intera storia. È Harnwell, in quanto presidente del «Dignitas Humanae Institute», a produrre i documenti necessari a partecipare alla gara per aggiudicarsi il bene demaniale per 19 anni. Ed è Harnwell ad attestare l'esistenza di una serie di requisiti utili a conseguire la vittoria.


Il bando richiedeva una garanzia di continuità spirituale? Ebbene Harnwell certificò che l'associazione aveva «come scopo la promozione del santo Vangelo» mentre, si legge ora nell'avviso di conclusione delle indagini, «le suddette finalità sono state inserite nello statuto soltanto il 30 marzo 2017», mesi dopo l'aggiudicazione della gara. E ancora. Pur di conquistare Trisulti si arrivò ad affermare che il «Dignitas Humanae Insitute» fosse esperto «nel settore della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale» mentre, da approfondimenti, è risultato costituito solo poche settimane dopo il bando.


Da commedia all'italiana infine la frode intrapresa, secondo il pm, per accreditare l'esperienza nella gestione di beni culturali. Qui Harnwell e il suo Institute dissero di aver gestito il «Piccolo museo monastico di Civita», risultato poi un'istituzione inesistente «non essendovi alcuna richiesta di autorizzazione e/o nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza archeologica di Frosinone né dal ministero delle Attività culturali».


In quest'ultimo espediente Harnwell avrebbe coinvolto anche padre Eugenio Romagnuolo (deceduto ad aprile), della congregazione Cistercense di Casamari, il quale avrebbe «formato una falsa attestazione su propria carta intestata e timbrata» per dichiarare di aver gestito il «Piccolo museo di Civita» e prodotto «un falso contratto di servizio per l'affidamento della gestione del museo del convento benedettino di San Nicola laddove tale museo non era mai esistito».


Ad Harnwell si contesta anche l'inadempienza nel contratto di pubbliche forniture per «non aver effettuato alcun intervento di recupero, manutenzione ordinaria e straordinaria e gli altri lavori di cui alla proposta progettuale presentata in sede di gara».


La «scuola dei gladiatori», ossia di teorici del sovranismo che Harnwell avrebbe dovuto costituire è ancora in attesa di aprire, in compenso la spalla di Bannon è sotto accusa anche da parte della Corte dei Conti da quando il pm Guido Patti ha accertato che gli eredi di Trump hanno omesso di versare il canone annuale (100 mila euro) previsto per gli anni 2018 - 2019.


Ilaria Sacchettoni
isacchettoni@rcs.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto:

Storica
Una veduta aerea (foto in alto) della Certosa di Trisulti. E, nella foto piccola,
il giornalista
e politico Steve Kevin Bannon