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22/05/2021

Truffa sui rimborsi del sisma: denunciati

Gazzetta di Modena - Mattia CocchiMattia Cocchi

Marito e moglie raggirano i regolamenti per ottenere l'appalto dei lavori. La Guardia di Finanza sequestra 342mila euro
MIRANDOLA. La Guardia di Finanza di Mantova ha eseguito un sequestro preventivo, finalizzato alla successiva confisca, per un importo di circa 342mila euro a una coppia di mirandolesi. Il provvedimento, su richiesta della Procura di Modena, è arrivato a conclusione delle indagini nei confronti di una società di Mirandola che si occupa di costruzione di edifici residenziali. Succede a nove anni dal terremoto che ha colpito Mirandola e più in generale la Bassa. Succede al termine, o quasi, del lungo periodo di ricostruzione che ha caratterizzato il cratere del sisma .Sotto il coordinamento della Procura modenese, tornando alla stretta attualità, l'attività investigativa iniziata a Mantova ha consentito di scoprire che i rappresentanti legali e di fatto di una società, parenti del proprietario dell'immobile che doveva essere ristrutturato dopo i danni del terremoto, nel 2016 avrebbero appositamente ampliato l'oggetto sociale della stessa società per ottenere in appalto i lavori. Il tutto senza possedere alcun capitale, esperienza, dipendenti, mezzi e beni strumentali, caratteristiche richieste dal bando per ottenere il finanziamento dalla Regione Lombardia. Avrebbero quindi dichiarato il falso in relazione alle proprie capacità nel settore dell'edilizia, ma riuscendo ugualmente a ottenere i lavori. Come? Omettendo la volontà di subappaltare le opere. Così, per completare il loro piano, avevano stipulato un contratto di subappalto con un'impresa edile di Bologna per la quasi totalità delle opere da svolgere.Nell'affidare i lavori, i rappresentanti della società mirandolese (i due coniugi) non si erano nemmeno preoccupati di verificare i corretti adempimenti alla normativa antimafia della società subappaltata, che, dalle indagini, è poi risultata essere esclusa dalle "White List", dunque priva dei requisiti necessari e impossibilitata a ricevere alcun lavoro in appalto.Le inadempienze da parte dei due denunciati sono continuate anche nel corso dei vari stati di avanzamento dei lavori che si sono conclusi nel 2020. Infatti, dopo l'arresto, per reati comuni, del rappresentante della società subappaltata, marito e moglie mirandolesi hanno affidato una parte dei lavori a un'altra ditta della zona senza comunicarlo alla direzione dei lavori e, quindi, al Comune, l'ente intermediario con la Regione Lombardia.In definitiva, gli indagati sono accusati di aver ottenuto il finanziamento pubblico grazie ad alcuni raggiri utili a eludere le rigide regole fissate dalla normativa, riuscendo così a far eseguire i lavori a basso costo e intascando un elevato margine di guadagno, formalmente giustificato dall'opera di coordinamento dei lavori. Queste ipotesi, condivise dal Gip del tribunale di Modena su richiesta della Procura, hanno portato al sequestro preventivo di un immobile a Mirandola, di proprietà degli indagati, del valore stimato di circa 260mila euro e disponibilità liquide della società per oltre 80mila euro.«Nonostante gli anni trascorsi dai tragici eventi sismici del 2012, che hanno colpito parte dell'Emila - fa sapere la Guardia di Finanza di Mantova - le indagini proseguono al fine di rilevare eventuali ulteriori situazioni che possano aver turbato la regolare opera di ricostruzione anche parzialmente sovvenzionata da contributi pubblici». --© RIPRODUZIONE RISERVATA