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11/04/2020

Truffa milionaria per le mascherine Arrestato imprenditore

La Stampa - EDOARDO IZZO

ROMA ITALIA / LA GIORNATA IN SETTE NOTIZIE
Al campionario dello sciacallaggio creativo fiorito attorno all'emergenza Coronavirus, dopo le truffe on line su farmaci e kit dia gnostici, si è aggiunta ieri, immancabile, quella sulle mascherine. Per di più all'indirizzo della pubblica amministrazione. «Proviamoci, tanto è un'emergenza», diceva nelle intercettazioni Antonello Ieffi, imprenditore 42enne, arrestato ieri - dopo le indagini del Gico della Guardia di Finanza, coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Alberto Pioletti - con l'accusa di turbativa d'asta e inadempimento di contratti di pubbliche forniture. L'indagine della procura di Roma è scattata su denuncia della Consip per le anomalie riscontrate in una procedura di una gara da oltre 253 milioni di euro, bandita d'urgenza per l'approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale e apparecchiature elettromedicali. Un appalto da 16 milioni Appena avuta notizia della gara Ieffi, passato da vip e storia con Manuela Arcuri, ha fatto di tutto per accaparrarsi una quota della fornitura. Nel mirino degli inquirenti il lotto 6 della gara, dell'importo di circa 15,8 milioni di euro, corrispondente a oltre 24 milioni di mascherine chirurgiche, di cui è risultata aggiudicataria la società agricola Biocrea srl. Nell'ambito dell'accordo sottoscritto con Consip la società - rappresentate da Ieffi, che si è servito di un prestanome per partecipare alla gara - si era impegnata, tra l'altro, a consegnare i primi 3 milioni di mascherine entro 3 giorni dall'ordine. Ieffi aveva giustificato la mancata consegna parlando di problematiche di trasferimento della merce, che sarebbe stata già disponibile e stoccata in Cina. E aveva rassicurato Consip dicendo, tra l'altro, di avere inviato il 16 marzo «una comunicazione all'onorevole Luigi Di Maio» chiedendo aiuto per sbloccare l'importazione. Il contatto è stato smentito dalla Farnesina mentre una ispezione organizzata all'aeroporto cinese di Guangzhou Baiyun ha accertato che di quelle mascherine non c'era traccia. Successivamente a carico della Biocrea sono emerse anche pregresse violazioni tributarie per oltre 150 mila euro nei confronti dell'Erario, con conseguente annullamento in autotutela da parte di Consip dell'aggiudicazione. L'imprenditore però non si è perso d'animo: voleva partecipare anche a una gara da 73 milioni per la fornitura di guanti, occhiali, tute, camici e soluzioni igienizzanti. «Una puntata d'azzardo - commenta il gip della Capitale - giocata sulla salute pubblica e su quella individuale». - © RIPRODUZIONE RISERVATA