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05/11/2020

Truffa con l’appalto dell’igiene urbana il perito scagiona il dirigente comunale

Il Messaggero

DELLO VICARIO HA AGITO NEL PIENO RISPETTO DELLA NORMATIVA SECONDO IL PERITO DELLA DIFESA
PROCESSO
«L'iter dell'appalto per l'igiene urbana è stato seguito pedissequamente, nel pieno rispetto delle norme». Il consulente della difesa, ingegner Salvatore Genova, scagiona da ogni accusa Ernesto dello Vicario (nella foto). Il dirigente del Comune è alla sbarra insieme al responsabile tecnico Francesco Bonfiglio e al consigliere di Viterbo Ambiente, Maurizio Tonnetti, per falso ideologico. Il processo è una costola del più noto procedimento Vento di maestrale. Nel 2015, anno dell'inchiesta del sostituto procuratore Massimiliano Siddi, gli indagati del filone viterbese (ce n'è un altro arrivato alla Dda di Roma che vede imputati i vertici di Viterbo Ambiente) erano sette (per quattro è arriva la richiesta di archiviazione). Dietro, l'inchiesta una presunta truffa da un milione e mezzo l'anno. La Procura accusa il dirigente di non aver rescisso il contratto con Viterbo Ambiente nonostante le sanzioni e il servizio di spazzamento non adeguato. A gettare nuova luce sulle accuse ci ha pensato il consulente nominato dalla difesa, avvocato Giovanni Labate. Un esperto di servizi per la pubblica amministrazione e un direttore e esecutivo dei contratti. «Il percorso - ha spiegato il consulente in aula - per questo appalto ha seguito le regole nel rispetto della norma in vigore nel 2014, anno a cui dobbiamo fare riferimento. E il ruolo del dirigente era quello di predisporre gli atti in base a che il rup decideva». Decisivo il passaggio sulle sanzioni comminate dal Comune all'azienda. «Anche le sanzioni - ha detto ancora - hanno seguito un normale iter. Le contestazioni sono state 68 e 52 quelle confermate. Per un totale di 96.500 euro. La verità è che nel primo appalto lo spazzamento previsto era sottodimensionato per le esigenze, per questo nel secondo è stato aumentato e per questo era stata prevista una somma che però avrebbe dovuto essere messa in variante dal consiglio».
Punti dolenti restano lo spazzamento e le contestazioni. In particolare se queste ultime, come chiesto dal difensore di Dello Vicario, fossero state congrue. «Non si può parlare di congruità - ha spiegato il consulente -, è il contratto stipulato a dire quanto equivale una sanzione. E sulla rescissione del contratto dopo aver superato 5 sanzioni voglio precisare alcune cose. Parliamo di un servizio indispensabile. Per rescindere un appalto come questo la regola che si segue è quella del superamento del 15% (di sanzioni) dell'ammontare. E qui siamo appena allo 0,4%. Non il superamento di 5 sanzioni. Non solo, per rescindere le amministrazioni devono prima mettere in atto dei passi come un nuovo bando per l'appalto per non lasciare un servizio indispensabile scoperto».
Maria Letizia Riganelli
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