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28/07/2021

Troppi vincoli e limiti per le case popolari agli extracomunitari

La Stampa - BERNARDO BASILICI MENINI

LA GIUSTIZIA CHE FA DISCUTERE
Il Tribunale: discriminatoria la legge regionale del 2019 obbliga a dimostrare di non avere proprietà in patria Adesso sono a rischio di revoca gli ultimi bandi per le assegnazioni
Il Tribunale di Torino boccia la misura della Regione sulle case popolari: è discriminatorio chiedere ai soli cittadini extracomunitari di fornire la prova che non hanno proprietà nei loro paesi d'origine. L'ordinanza è arrivata ieri dalla prima sezione civile di Palazzo di Giustizia ed è stata emessa dalla giudice Silvia Vitrò, dopo un ricorso presentato contro Piazza Castello dall'Associazione degli studi giuridici sull'immigrazione, patrocinata dagli avvocati Alberto Guarisio, Livio Neri e Marta Lavanna. E fa riferimento al provvedimento del 2019 con cui l'assessora al Sociale, Chiara Caucino, aveva imposto condizioni più stringenti per poter accedere alle case Atc. In particolare, chi proveniva da aree fuori dall'Unione europea doveva allegare dei documenti per certificare di non essere proprietario di immobili nel proprio Paese di provenienza. La decisione aveva scatenato la polemica, soprattutto perché carte del genere sono molto difficili - quasi impossibili - da ottenere in diversi degli Stati di origine delle persone immigrate. Ebbene, ieri il tribunale ha chiuso la questione, stabilendo «il carattere discriminatorio della condotta tenuta dalla Regione Piemonte» e «la disparità di trattamento tra cittadini stranieri e cittadini italiani», visto che questi ultimi non hanno nessun obbligo del genere. Come conseguenza quella norma, da ieri, non vale più. Non solo. Gli ultimi bandi per accedere alle case popolari dovranno essere revocati, visto che all'interno c'era proprio il requisito in questione. Esulta Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali e Verdi in Regione: «Prima i piemontesi? No, cara assessora Caucino, il diritto alla casa è di tutti e tutte. E adesso è finito questo assurdo cavillo discriminatorio». Poi c'è il fronte delle conseguenze che avrà il pronunciamento del Tribunale, perché «ora la Regione dovrà valutare quelle domande come tutte le altre e ammettere direttamente al beneficio coloro che hanno i requisiti - continua Grimaldi - E il Comune di Torino dovrà revocare l'avviso pubblico con cui ha chiesto ai cittadini stranieri di presentare i documenti aggiuntivi». La risposta di Caucino è prudente: «Prendo atto ora della sentenza, che non ho ancora avuto modo di leggere. Nei prossimi giorni la esaminerò, insieme ai miei uffici, per approfondirla e valutare se intraprendere o meno eventuali ulteriori azioni». Lo scontro sul tema delle case popolari agli stranieri non è una novità, visti gli intenti dichiarati da parte del governo di Piazza Castello di cambiare le regole per dare un accesso più agevole a chi vive da più tempo nei confini regionali. «I cittadini piemontesi avranno una corsia preferenziale nell'assegnazione delle case popolari», aveva dichiarato Caucino lo scorso gennaio. «Ma poco a poco le iniziative incostituzionali di questa giunta vengono smontate e lo stato di diritto ripristinato», ribatte la vice segretaria regionale del Pd Monica Canalis. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La pronuncia è stata emessa dalla prima sezione civile del tribunale