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23/06/2020

«Troppi ritardi, servono soldi subito»

QN - La Nazione

I rischi di una ecatombe di imprese e di posti di lavoro in autunno «Bene gli investimenti pubblici, pensiamo a commissari per le grandi opere»
di Orlando Pacchiani SIENA Un colpo deciso alla burocrazia, liquidità subito alle imprese. Sono i due poli imprescindibili per evitare un tracollo economico autunnale, ben oltre quanto si possa paventare adesso. È quanto afferma Fabio Petri, presidente provinciale e dirigente nazionale di Cna, che lancia l'ennesimo allarme: «Si stima la perdita di un milione di posti di lavoro in Italia, se non si interviene rapidamente gli effetti della crisi saranno devastanti». Che segnali arrivano dagli stati generali dell'economia? «Il Governo parla di abbattimento della burocrazia. Bene così, siamo d'accordo. Ma poi alle parole devono seguire i fatti, sennò facciamo come in passato: prima si annunciava la semplificazione, poi si aggiungeva l'ennesimo paletto». Problema doppio con la crisi? «La burocrazia non è più sostenibile in tempi normali, figuriamoci adesso con tante imprese a rischio. Il dilatarsi delle attese per completare le pratiche è insostenibile». Quali altri segnali positivi cogliete e quali mancano? «Bene l'idea degli investimenti pubblici. Ma siamo al punto di prima: poi bisogna farli davvero. Proponiamo invece il superamento del codice degli appalti e il ricorso del commissario per le opere più importanti. Abbiamo già visto che in situazioni eccezionali, vedi ponte Morandi e Olimpiadi a Torino, siamo in grado di fare cose straordinarie in poco tempo». Su questo c'è chi teme di aprire una porta alle infiltrazioni malavitose, cosa replica? «In quegli esempi che ho fatto, non mi risultano situazioni clamorose. Il rispetto delle leggi è un problema che esiste a prescindere dalle modalità di intervento. Semmai non dare rapidamente liquidità alle imprese in tempi di crisi è una delle cause per favorire l'usura o gli interessi della criminalità organizzata. Ma non mi sembra che su questo ci sia la stessa attenzione». Si torna al problema della liquidità: cosa non sta funzionando, rispetto a quanto annunciato dal premier Conte? «Il Governo ha caricato quasi tutto sulle spalle del sistema bancario, che ha dimostrato di avere mille difficoltà, in alcuni casi per una struttura non troppo flessibile e poi perché ha dovuto svolgere attività fuori dall'ordinario in emergenza. C'è chi ha risposto meglio, chi ha avuto più problemi». Vi aspettate cambi di rotta? «Anche Bankitalia ha chiesto di accelerare le procedure. L'unica certezza è che se la liquidità non arriverà prima delle ferie, sarà troppo tardi rispetto alle necessità delle aziende, soprattutto piccole». Sul fronte cassa integrazione? «In buona parte è stata erogata, alcuni ritardi ci sono. E anche per gli enti bilaterali si aspetta lo sblocco di un miliardo di euro. Per ora si procede con rinnovi della cassa integrazione a breve scadenza, credo si dovrà pensare a lungo termine». La ripresa è ancora lontana? «Di fatto ancora non esiste. Siamo in fase di riavvio delle attività, per alcuni il mercato è dimezzato, per altri è completamente sparito». Quanto credete in misure come l'ecobonus al 110%? «Come Cna lo proponiamo da anni. Eravamo favorevoli al 65 per cento, figuriamoci al 110, misura che sembra fatta apposta per una cessione del credito al sistema bancario. Ma siamo convinti che serva uno shock economico, al punto che per noi andrebbe portato fino a tutto il 2022 ed esteso anche ad alberghi e imprese». Quali settori rischiano di più nel Senese? «Il turismo, con tutto quello che è collegato. Ma anche la manifattura in Valdelsa, per cui temiamo cali di produzione importanti». Qual è il pericolo principale? «A volte abbiamo la sensazione che non ci sia fino in fondo la percezione della profonda crisi economica. La nostra paura è un rimbalzo autunnale. E se le imprese vi arriveranno senza liquidità, gli effetti della crisi saranno ancora più traumatici di adesso». SCHEDA

Il nodo delle garanzie
PRESTITO DI 25 MILA EURO

«Il sistema bancario dimostra di avere molte difficoltà a fronteggiare in tempi rapidi la richiesta di liquidità delle imprese, anche con garanzie»


La legge che manca
IL BONUS DEL 110%

«L'ecobonus al 110% un'ottima proposta, ora aspettiamo i decreti attuativi e speriamo che la misura possa essere migliorata in Parlamento»


Il nodo degli anticipi
LA CASSA INTEGRAZIONE

«Il Governo sta procedendo di mese in mese, ma è evidente che la cassa integrazione servirà più a lungo termine per sostenere le aziende»