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03/08/2018

«Troppi profughi coinvolti Bisogna aiutarli a inserirsi »

Il Secolo XIX

Allarme del procuratore capo Cozzi: « Tra gli indagati molti richiedenti asilo che non risultano presi in carico da percorsi di integrazione » . Rixi: lo Stato non è il collocamento dei migranti IL CASO
«Dallo scorso ottobre, con la prima di cinque operazioni che hanno colpito lo spaccio nel centro storico, sono state arrestate un centinaio di persone, delle quali molte sono cittadini stranieri richiedenti asilo. Fra questi, non mi risulta vi sia nessuno che sia stato collocato in quei centri nei quali si punta effettivamente a inserire gli ospiti in percorsi di formazione o di occupazione. Chi viene aiutato a inserirsi nel tessuto sociale ha meno probabilit à di finire a far nulla in mezzo alla strada, rischiando di trovarsi a delinquere. È utile vedere dove fossero stati collocati coloro che sono stati arrestati in queste operazioni » . Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi non ci gira intorno, non è nel suo stile. Sa che le sue parole non passeranno inascoltate. Qualcuno potr à storcere il naso, magari, ma la sua rif lessione è chiara. Ci sono centri di accoglienza e associazioni che svolgono un lavoro di inserimento importante, in citt à , a favore dei migranti e altre meno. « Ci sono programmi buoni e dei non programmi » . Sintetizza cos ì . Parole espresse a margine della presentazione dell'operazione Labirinto 2. « Abbiamo deciso in modo fermo e determinato di riportare vivibilit à in quelle zone del centro storico in cui i cittadini ci hanno segnalato la presenza di un'attivit à di spaccio diffuso - spiega Cozzi - Questo per consentire lo sviluppo di attivit à economiche e agli abitanti di vivere in tranquillit à . È lo stesso impegno che abbiamo preso per altre zone della citt à» . Due dei soggetti ieri arrestati erano gi à finiti nella precedente inchiesta della squadra mobile sullo spaccio nei caruggi, Labirinto. Avevano il divieto di tornare nel centro storico e lo hanno violato. Sono in carcere. Come evitare questo fenomeno? Ci sono strumenti più efficaci? « Il messaggio che vogliamo mandare è chiaro anche a chi era stato gi à allontanato dai vicoli perch é sorpreso a spacciare: chi torna verr à perseguito - risponde Cozzi - C'è anche chi è gi à recidivo per diversi episodi e credo che queste persone non dovrebbero trovarsi in Italia » . Chiederete anche l'espulsione? « In questi casi s ì» . Il punto dei recidivi, in altri termini chi delinque, viene sorpreso a farlo e poi rischia di tornare a vivere di illegalit à , è centrale per il capo dei pm genovesi. « Penso che svolgere attivit à positive, lavorative o in qualche modo formative - spiega - Resti il migliore deterrente. Chi non ha nulla da fare rischia di finire tra chi vuole impadronirsi del territorio » . E non tutte le realt à che operano a favore dei migranti, per Cozzi, svolgono questo servizio appieno. Il procuratore capo non ha mai fatto mistero di avere l'obiettivo di dare una risposta a chi anima i vicoli. « Dal centro storico passano il passato, il presente e il futuro di Genova, ma solo se si riuscir à a ripristinare la vita legale - dice ancora il magistrato - Questo è un braccio di ferro su cui non molliamo di un millimetro » . Accanto a lui ci sono gli investigatori della squadra mobile e del commissariato Centro. « Li ringrazio, perch é dietro ogni operazione come questa c'è fatica, cura. E ringrazio anche il sostituto procuratore Daniela Pischetola per ave coordinato questa inchiesta dice ancora Cozzi, vicino a Marco Cal ì , dirigente della Mobile - Cos ì come i rappresentanti di tutte le forze dell'ordine che in questi mesi hanno lavorato su questo fronte » . Diverse le reazioni sul tema dell'inserimento. « Bandi e progetti pubblici non impongono l'organizzazione di attivit à , dipende dalla volont à delle associazioni » , ricorda Don Giacomo Martino, direttore dell'ufficio Migrantes della diocesi. Sulla stessa linea Marco Montoli, presidente della cooperativa Il Cesto: « Si discute solo su accoglienza s ì o no » . Mentre per Enrico Costa, presidente del Ceis, « il problema non è il troppo tempo libero, si tratta di fare prevenzione spiegando a questi giovani le leggi e poi bisogna fare formazione professionale » . Su Facebook, il sottosegretario della Lega Edoardo Rixi commenta cos ì le parole del procuratore: « La pretesa che lo Stato sia l'ufficio di collocamento di tutti i migranti economici suona come uno schiaffo ai tanti cittadini italiani senza lavoro che tirano avanti onestamente » . Cozzi non entra nella polemica, ma ribadisce « che il lavoro è il miglior antidoto alla recidiva. Vale per chi è straniero e per chi è italiano. Non si tratta di offrire lavoro, ma di pretendere che vi sia un impiego di chi è ospite in Italia. È il concetto opposto » . - M. FAG. - T.FREG. c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Foto: Il procuratore capo Francesco Cozzi

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