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05/01/2019

«Troppi appalti senza gara: nuove spinte all’illegalità»

Gazzetta di Modena

«Ora sono previsti affidamenti con la procedura diretta fino a 150mila euro e quella negoziata priva di bandi, consultando 10 operatori, fino a 350mila» ZAVATTI DI CGIL DOPO LA legge di bilancio
Dopo le tante ipotesi circolate prima della "Manovra" di fine anno,ora sono definite, con la Legge di Bilancio, le nuove norme che regoleranno le liberalizzazioni degli appalti pubblici.Sul tema interviene il sindacalista Franco Zavatti di Cgil Modena - Coordinamento legalità Cgil Emilia-Romagna: «Al comma 912 dell'articolo 1 - dice Zavatti - passa la deroga al Codice Appalti,disponendo l'annullamento delle "gare pubbliche" perché basterà l'affidamento dei lavori,servizi e forniture,con procedura diretta, fino ai 150.000 euro e la semplice procedura negoziata senza bando, previa consultazione di dieci operatori "ove esistenti" per lavori fino a 350.000 euro».«Un errore molto grave - evidenzia il sindacalista - che introduce peggioramenti pericolosi nelle procedure degli appalti,abbassando le difese per il contrasto alla diffusa corruzione e alle infiltrazioni malavitose nei lavori pubblici dell'Italia intera. Migliaia di lavori, servizi, forniture saranno sottratti alle gare pubbliche e risolti con assegnazioni "discrezionali". Il chiaro pronunciamento contrario di Cgil-Cisl-Uil contesta il grave peggioramento del Codice Appalti: meno controlli nei subappalti e quindi più lavoro nero; si amplifica l'utilizzo del massimo ribasso; riduce gli spazi di controllo di Anac- Anticorruzione; incarichi "diretti e senza gara" fino a 150.000. Si tratta di modifiche purtroppo non marginali che, in nome della minore burocrazia, spalancano porte a rischi reali, dal Nord al Sud. Per avere una dimensione reale degli "appalti liberi", ragioniamo sui dati dell'ultimo Report quadrimestrale 2018 di Anac - Autorità Anticorruzione sugli esiti dei contratti pubblici».Ci sono poi le tabelle dell'Osservatorio regionale sugli appalti in Emilia Romagna, da cui si evince, nel quadrimestre 2018 a livello nazionale, l'affidamento di 43.148 appalti pubblici e, di questi, 2.342 in Emilia-Romagna, quarta regione col 5,4% sul totale.Si aggiunge la tabella 3 di Anac, in cui si certifica che nel 51,67% degli appalti assegnati ci sono importi tra i 40mila e 150mila euro. Anche in Emilia Romagna più della metà saranno perciò sottratti alla procedura pubblica.«A solo titolo esemplificativo - aggiunge ancora Zavatti - e per restare al "nostro dialetto", sfogliando le precise tabelle dell'Osservatorio regionale, abbiamo estratto la "platea" della provincia di Modena: su 528 lavori pubblici svolti nel 2018, ben 297 (il 56,25%) hanno un importo sotto la soglia dei 150mila. Fanno ancor più riflettere i dati della tabella 4 di Anac che fotografa le "modalità scelte" dai contraenti pubblici: ben 27.010 appalti, cioè il 62,6% sono già stati assegnati con affidamenti diretti, o procedura ristretta, o senza bando pubblico. Non è proprio il caso perciò di allargare ancor più la falla sospetta. Una prospettiva legalmente rischiosa, che favorirà ancor più il lavoro corrotto e supersfruttato coi subappalti fasulli. Il sindacato si opporrà in tutti i modi e sedi, nazionali e locali, lavorando per allargare il fronte, coinvolgendo le istituzioni territoriali e rappresentanze delle imprese sane e professioni». --