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03/03/2020

Troppa ferocia segna gli omicidi Ricordano l ‘ assalto dei corleonesi

Giornale di Sicilia

Scenari inquietanti nella faida di Belmonte
Alla base degli agguati forse la successione all ' ex boss Bisconti. Cresce il peso di Tumminia
Sandra Figliuolo PA L E R M O Proprio giovedì, dunque alla vigilia dell ' omicidio di Agostino Alessan dro Migliore, il tribunale del riesame ha confermato il carcere per quello che è ritenuto il nuovo capo di Belmonte Mezzagno, Salvatore Francesco Tumminia, fermato appena lo scorso 15 gennaio e che, alla luce delle contestazioni, rischia dai dodici ai quindici anni di carcere. Sarebbe lui, secondo il procuratore aggiunto Salvatore De Luca ed i sostituti Bruno Brucoli e Gaspare Spedale ad aver preso il posto di Filippo Bisconti, che poche settimane dopo essere stato arrestato con l ' operazione «Cupola 2.0» ave va deciso di pentirsi e di collaborare con la giustizia. Che ci sia una lotta per il potere, in un clan come quello di Belmonte già in passato funestato dalle faide, per gli inquirenti è fuori da ogni dubbio. Ciò che sorprende, però, sono le modalità - che qualcuno negli ambienti giudiziari non esita a definire «riiniane», cioè particolarmente feroci - e soprattutto il sapore di sfida che questa scia di delitti sta assumendo. Perché non occorre dimenticare che il presunto nuovo boss, Tumminia, è stato bloccato dai carabinieri appena un mese e mezzo fa. E chi spara - in perfetto stile rii niano - sembra essere totalmente indifferente all ' intervento della magistratura e delle forze dell ' o rd i ne. Quasi volesse rialzare la posta, rivendicare senza timore la propria forza ed il proprio controllo sul territorio. Incurante di indagini ed arrest i. Il vuoto lasciato dall ' arresto di Bisconti a dicembre di due anni fa, nell ' ambito dell ' inchiesta dei cara binieri che aveva sventato il tentativo di ricostituire la Commissione provinciale di Cosa nostra, ma anche il clima di pace che il boss era riuscito a mantenere a Belmonte, secondo gli investigatori sarebbe stato subito occupato dai Tumminia. Personaggi che lo stesso collaboratore di giustizia ha indicato ai pubblici ministeri come «un male per il paese», che «facevano di tutto per comandare». Tranne Vincenzo Greco, l ' i n ce n surato assassinato nelle campagne di Belmonte a gennaio dell ' anno scorso, le altre vittime degli agguati hanno tutte in comune la loro vicinanza a Bisconti, uno di loro, il commercialista Antonino Di Liberto, eliminato a maggio, era addirittura un suo parente. Una ritorsione contro l ' ex boss? Gli agguati hanno lo scopo di eliminare coloro che erano più vicini a lui? E ' u n ' i p ot e si. La difficoltà di inquadrare questa scia di sangue in una classica faida interna è legata al fatto che a Belmonte, almeno per quanto emerso nell ' ultima inchiesta - p ro prio quella che aveva portato all ' ar resto di Tumminia un mese e mezzo fa - emerge che non vi sarebbero due o più fazioni a scontrarsi in quel territorio. Ad affermarlo è proprio l ' alt ro arrestato assieme a Tumminia, Giuseppe Benigno, l ' uomo soprav vissuto ad una delle imboscate e poi scappato al Nord. Ricoverato in ospedale dopo il ferimento, cercando di spiegarsi quanto gli era appena accaduto, Benigno, intercettato, negava vi fossero cambiamenti negli equilibri del clan e affermava «per ora guardiamo di tutti, questa è la stessa di Antonio (Di Liberto, ndr), gli stessi...». Il suo interlocutore gli chiedeva espressamente: «Ma ci vuole essere un cambiamento (negli equilibri, ndr) ... perché c ' è un ' altra sponda? Tu che dici, c ' è un ' altra sponda?». E Beni gno rispondeva senza dubbi: «No!». Per spiegare questa serie di delitti che ricordano tempi ben diversi e molto bui, cioè quelli della presa del potere da parte dei Corleonesi di Totò Riina appunto, quando si ammazzava anche per nulla, debbono esserci necessariamente dei conti in sospeso. Ma potrebbero essere di basso livello, perché al momento non vi sarebbero in gioco grandi appalti ed affari a Belmonte. Business che in ogni caso non sarebbero certamente favoriti da questa serie di omicidi e sparatorie e dall ' inevitabile attenzione da parte degli inquirenti. La vittima lasciata ieri mattina sull ' asfalto potrebbe aver pagato semplicemente la sua parentela con Giovanni Salvatore Migliore, braccio destro di Bisconti, sommata a qualche piccolo sgarbo che, in un contesto in cui sembra che non ci si faccia scrupolo ad aprire il fuoco persino in mezzo alla gente ed in pieno giorno, finisce per essere pagato con la vita. ( * SA F I * ) © RIPRODUZIONE R I S E RVATA

Foto: Salvatore Francesco Tumminia


Foto: Accusato di avere ricostituito la Cupola. Filippo Bisconti


Foto: Salvatore Sciarabba