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17/04/2021

Troppa burocrazia Frenano le richieste degli Ecobonus

La Stampa - PIERO BOTTINO

ECONOMIA / SPAZIO PLUS
P. 37 «Il tondino d'acciaio? E' passato da 0,70 euro al chilo a 1,20/1,30. E il bitume? Da 290 euro a tonnellata a 400, quindici giorni fa era addirittura a 450». È sconcertato e allarmato Marco Ferrari, vice presidente dell'Ance Alessandria, l'associazione dei costruttori: «L'aumento improvviso e indiscriminato delle materie prime crea problemi e difficoltà al settore dell'edilizia». Altri esempi: oltre all'acciaio, un rincaro di oltre il 40% dei polietileni, del 17% del rame, del 34% del petrolio con trend in salita. «L'aumento - aggiunge Ferrari - mette in difficoltà gli operatori in particolare per quanto concerne il Superbonus 110%, che ha massimali ben precisi il cui superamento rischia di rendere meno conveniente per il committente». Fa l'esempio di una villetta media di due piani da 70 metri quadrati l'uno: per il «cappotto» il massimale è di 50 mila euro: «Ma con questi prezzi non ci si sta dentro». Senza contare le difficoltà che incontra chi lavora nel settore pubblico. «Infatti - dice Ferrari - il bitume è aumentato del 35-40%, ma le imprese hanno stipulato accordi "quadro" biennali o triennali con prezzi che non hanno possibilità di aggiornamento automatico. E l'hanno fatto quanto il prezzo del bitume era ai minimi storici. È un danno che può avere anche conseguenze sulle progettazioni delle opere derivanti dal Recovery Plan: con questi aumenti non saranno realizzabili». L'attuale Codice degli appalti non prevede meccanismi di revisione prezzi «ed è necessario che si provveda con urgenza a interventi che rendano ragione alle imprese degli aumenti improvvisi e indiscriminati per far veramente ripartire le opere pubbliche in attesa di essere realizzate. È necessaria una rinegoziazione dei contratti, altrimenti le ditte non potranno che andare verso la rescissione» dice Ferrari. I motivi dei rincari? Molteplici. C'è chi parla della vorticosa ripresa dell'economia cinese che assorbe gran parte delle materie prime, chi li imputa ai trasporti globali che la pandemia (ma anche ad esempio l'incidente nel Canale di Suez) ha reso più difficili e quindi più costosi. Fra gli addetti ai lavori prevale invece l'impressione che si tratti di speculazione - magari anche grazie ad accordi internazionali fra i maggiori produttori - sulle aspettative di ripresa dell'economia mondiale, a cui in Italia si aggiunge l'effetto del bonus 110%. Un boom alla fine dello scorso anno, che però si sta già sgonfiando. «Tra ottobre e novembre gli studi tecnici a cui ci rivolgiamo avevano detto stop a nuove pratiche perché non riuscivano a tener dietro a tutte quelle aperte. Ora invece ci comunicano che si sono liberati dei posti» spiega Ferrari. In effetti il miraggio del «tutto gratis» grazie dalla cessione del credito d'imposta sta un po' svanendo di fronte alle complicazioni burocratiche e ai rischi di sanzioni: «E' prevista una penale del 100%, cioè oltre a restituire il contributo si deve pagare di multa la stessa cifra». Tuttavia le agevolazioni prospettate dallo Stato stanno dando buone prospettive alla ripresa dell'edilizia. «Ma il legislatore deve snellire il più possibile le pratiche e dare certezze: il bonus sarebbe un bluff se limitato al 2022 perché non ci sarebbe il tempo materiale per finire i lavori. Inoltre adesso si parla di unificare al 75% le altre agevolazioni, ad esempio per facciate, infissi e così via: ma per ora nulla è stato messo nero su bianco. Così si aumentano solo le incertezze». -

MARCO FERRARI VICE PRESIDENTE ANCE ALESSANDRIA

L'aumento improvviso e indiscriminato delle materie prime crea problemi e difficoltà

L'aumento mette in difficoltà gli operatori in particolare per quanto concerne il Superbonus 110%


L'edilizia ha ripreso fiato, soprattutto grazie al Superbonus, ma ora deve fare i conti con il rincaro delle materie prime 1,20 Il costo al chilogrammo del tondino d'acciaio In precedenza era di 0,70 euro
400 Il costo in euro del bitume a tonnellata: quindici giorni fa era di 290 euro