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30/12/2018

Tronco: «Colpita la nostra base Una perdita secca di 300 euro»

La Nuova Venezia - N.B.

LA RIVOLTA DEI PENSIONATI/IL SEGRETARIO SPI CGIL
IL SINDACALISTA«Non c'è solo l'emendamento che blocca la rivalutazione delle pensioni tre volte il minimo, ci sono molte cose che non ci vanno bene nella manovra finanziaria». Daniele Tronco, 66 anni, da novembre scorso è il nuovo segretario dello Spi Cgil Metropolitano. Segretario Tronco, cosa non le piace della manovra economica? «La manovra ha un sacco di aspetti negativi, tra questi aumenta la tassazione dell'1,5%, poi ha introdotto le norme di salvaguardia con l'aumento dell'Iva, che se scatteranno avremmo un incremento sensibile del costo della vita. Poi mancano gli investimenti strutturali, c'è una norma sugli appalti che allarga la discrezionalità che ci preoccupa molto per il rischio di infiltrazioni pericolose. Infine è mancata la discussione parlamentare sui provvedimenti, una decisione molto grave per la democrazia».Quali le critiche che fate al governo?«Abbiamo vissuto una situazione surreale: siamo stati ricevuti da Conte, che non ci ha detto sostanzialmente nulla, senza alcuna possibilità di entrare nel merito delle scelte. Contemporaneamente il ministro degli Interni Salvini ha incontrato le imprese. Un'idea singolare della democrazia di questa maggioranza».Il governo spiega di aver bloccato la rivalutazione delle pensioni di "chi sta bene". Cosa rispondete?«E' dal 2011 che la rivalutazione viene bloccata per tutti i redditi sopra i 1500 lordi, ovvero 1200 netti. Si tratta di trattamenti pensionistici bassi, che nel corso degli anni continuano a perdere il potere di acquisto. Da almeno da 10 anni, questa è la fascia di pensione di quasi tutti i nuovi pensionati veneti. Con il governo Gentiloni nel 2016 era stato sottoscritto un accordo per far ripartire la rivalutazione dal 1. gennaio 2019. In un anno si stima una perdita di 300 euro per pensionato, una perdita tutt'altro che trascurabile, nonostante le battute del premier Conte. La somma che ne ricavano sono 3 miliardi. Noi pensionati finanziamo provvedimenti di altra natura, che nulla hanno a che fare con la previdenza».Intanto l'Inps dal primo gennaio pagherà la pensione con l'aumento.«Dubito l'Inps riesca in pochi giorni a mettere in pratica l'emendamento votato. Così i pensionati vedranno la pensione "maggiorata" dall'accordo 2016, salvo poi restituire la somma nei mesi dopo». --N.B.

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