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04/08/2020

Tribunale, scontro fra magistrati e Gaffeo

QN - Il Resto del Carlino

di Tommaso Moretto ROVIGO Frattura pesante nei rapporti tra i magistrati e il sindaco Gaffeo. Il motivo dello scontro è il palazzo di giustizia, ora dislocato in più sedi per un costo di oltre 300mila euro l'anno che vanno a privati in canoni d'affitto. Edoardo Gaffeo aveva dato piena disponibilità al trasferimento nell'ex ospedale Maddalena. L'ha fatto a Roma di fronte al capo di gabinetto del ministro della Giustizia e ai referenti della presidenza del Consiglio dei Ministri il 15 gennaio scorso. A dirlo sono il presidente del tribunale di Rovigo, Angelo Risi, e il procuratore capo Carmelo Ruberto. Non sono chiacchiere di corridoio, ma parole scritte in un documento firmato da entrambi e letto in prefettura giovedì alla presenza del comandante dei carabinieri Antonio Rizzi, di quello della Guardia di finanza, Dario Guarino, del prefetto Maddalena De Luca e dello stesso Gaffeo. Una versione dei fatti diversa da quella offerta dal sindaco al consiglio comunale il 18 febbraio scorso quando in risposta alle domande sugli incontri romani ha dichiarato di non aver «preso impegni» e di aver solo «chiesto informazioni». I due magistrati apicali del tribunale rodigino hanno messo nero su bianco il loro disappunto per le recenti dichiarazioni pubbliche di Gaffeo, e cioè che i 13,5 milioni del bando periferie per la ristrutturazione arriveranno a breve dalla presidenza del Consiglio, ma che il Maddalena diventerà sede di uffici comunali. Nella lettera Risi e Ruberto arrivano a scrivere che così facendo il sindaco sacrifica il pubblico interesse per accontentare una minoranza rappresentata dall'Ordine degli avvocati e da alcuni commercianti. I consiglieri comunali il 18 febbraio hanno dato mandato al sindaco di fare il possibile per bloccare il trasferimento del carcere minorile di Treviso nell'ex carcere di Rovigo, complesso adiacente al tribunale. E, in caso di successo, di spingere per l'espansione del palazzo di giustizia proprio lì. Ma i due magistrati fanno presente che il sindaco era stato informato del no ministeriale all'ipotesi di rivedere il trasferimento del minorile, da loro stessi, già il 13 febbraio e che dunque Gaffeo avrebbe dovuto dirlo in consiglio. Infine auspicano che cambi idea. © RIPRODUZIONE RISERVATA