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04/01/2019

Tribunale: la presenza di vigilanza esperta appesa a un filo Due agenti della Mondialpol rischiano di essere licenziati

Il Messaggero

La ditta subentrante non ha fin qui rispettato l'obbligo di riassunzione
LA VERTENZA
Appesi all'esito di una causa pendente davanti al Tar, ma soprattutto di una risposta che la procura generale presso la Corte di appello dovrebbe fornire sul futuro di due guardie giurate della Vigilanza Umbra del gruppo Mondialpol (ex Sabinapol), in servizio presso il tribunale fino allo scorso autunno e non riassorbite, secondo quanto previsto da una clausola del contratto nazionale di categoria, dalla nuova società Cosmopol Security che è subentrata nel servizio di vigilanza armata h 24 del palazzo di giustizia, vincendo l'appalto.
Contro l'esito della gara, Vigilanza Umbra ha presentato ricorso al Tar del Lazio contestando, tra l'altro, l'eccessivo ribasso praticato (la prima udienza è fissata a marzo), mentre i due vigilantes che da anni si alternavano nel controllo degli ingressi sono stati assegnati alla sicurezza di altri obiettivi. La loro posizione, però, è considerata a rischio e i sindacati ne temono il licenziamento perché in esubero: «E' paradossale che proprio nel luogo della giustizia non ci sia giustizia per le guardie giurate esordisce Pietro Feliciangeli, segretario provinciale della UilTucs, l'organismo di categoria perché non è stato rispettato l'obbligo previsto dall'appalto della loro riassunzione da parte della Cosmopol, al punto che potrebbero perdere il posto di lavoro. Attualmente i vigilantes stanno lavorando per Vigilanza Umbra che, utilizzando lo smaltimento di ferie e permessi di ogni singolo lavoratore, li impiega per sopperire alle assenze, ma quando il plafond sarà esaurito cosa accadrà? Nessuno lo sa, come neppure abbiamo notizia dell'incontro che si dovrebbe tenere a Roma. Il presidente del tribunale de Angelis e il procuratore della repubblica Lina Cusano - aggiunge il sindacalista - quando ci hanno ricevuto in occasione della nostra protesta, hanno detto che la competenza spetta alla procura generale della Corte di appello che è la stazione appaltante del servizio di vigilanza e che avrebbero sollecitato una risposta in tempi brevi. Ma fino a oggi non siamo mai stati convocati». Alla protesta organizzata all'inizio di dicembre davanti alla sede del tribunale, epilogo di una serie di incontri tenuti in prefettura e all'Ispettorato del lavoro e andati a vuoto, avevano partecipato in modo compatto le sigle sindacali Filcams-Cgil, Uiltucs e Fisascat-Cisl, ma a distanza di un mese il quadro della situazione è rimasto immutato. La coppia di vigilantes continua a lavorare, in attesa di un chiarimento sul proprio destino, mentre sale la preoccupazione per il prolungato silenzio istituzionale.
Massimo Cavoli
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