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31/05/2019

Tria vede il deficit sotto il 2,4%

MF - Andrea Pira

CONTI PUBBLICI/1 OGGI LA RISPOSTA DEL GOVERNO ALLE RICHIESTE DELLA UE SUL DEBITO
Per il Mef il mancato rispetto dei parametri è dovuto alla congiuntura. La Lega chiede la pace fiscale e la sospensione per due anni del codice degli appalti. Plebiscito online per Di Maio a capo del M5S
Èuna faccenda tra Tria e la Lega la risposta che oggi il governo italiano dovrà dare all'Unione Europea sul debito pubblico. Con il leader grillino Luigi Di Maio che ha trascorso la giornata in attesa del risultato della consultazione sulla piattaforma Rousseau, che con l'80% dei voti lo ha poi riconfermato capo politico del Movimento 5 Stelle dopo la batosta elettorale delle europee, ieri la discussione sulla replica alle richieste di Bruxelles è stata tra il Mef e la pattuglia leghista guidata dal vicepremier Matteo Salvini. «L'Italia», ha anticipato il ministro Giovanni Tria, «non avrà bisogno di alcuna manovra correttiva». Mentre per Salvini la replica alla Commissione Ue sarà educata, «con numeri positivi che metteranno al riparo il Paese da ulteriori lettere o infrazioni». Dalle ragioni del Mef dipende l'apertura di una procedura d'infrazione. Il prossimo 5 giugno assieme al rapporto sull'Italia la Commissione Ue presenterà anche il rapporto sul debito e da quello potrebbe partire anche la richiesta di correttivi sui conti pubblici italiani. Per Via XX Settembre però non ci sarà bisogno di interventi. Tria prevede che il deficit possa anche essere sotto l'obiettivo del 2,4% del pil previsto nel Documento di Economia e Finanza. Quanto alle ragioni del mancato rispetto dei parametri sul debito nel 2018, secondo il Mef vanno ricercate nella congiuntura e nel rallentamento generalizzato dovuto ai problemi del commercio internazionale e alla guerra dei dazi. Ragioni esogene quindi, con la volontà di convincere la Commissione che una stretta non potrebbe che fare male all'economia italiana. «Bisognerebbe capire cosa accadrebbe se riducessimo velocemente il debito. Sono convinto che un consolidamento fiscale molto rapido non godrebbe della fiducia degli investitori», ha chiosato il ministro. Quanto all'agenda degli interventi presentati da Salvini e dalla sua squadra economica (composta dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti, dal viceministro Massimo Garavaglia, dal presidente della commissione Finanze al Senato Alberto Bagnai e dal presidente della commissione Bilancio alla Camera, Claudio Borghi), ha come primo punto la flat tax, che la Lega vuole portare subito in Consiglio dei ministri. Il pacchetto fiscale comprenderà anche un condono, magari già nel decreto Crescita, che prenderà la forma di dichiarazione integrativa speciale, già respinta una volta dai 5 Stelle e dalla quale il sottosegretario Massimo Bitonci conta di ricavare 21 miliardi. Tra gli emendamenti al decreto sblocca-Cantieri in discussione nell'Aula del Senato, la Lega ha invece inserito la sospensione per due anni, fino al 31 dicembre 2020, del codice degli appalti. Sospesa tra l'altro la norma secondo cui il subappalto non può superare il 30% dell'importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture. (riproduzione riservata)

DEFICIT/PIL ITALIA

6% 5% 4% 3% 2% 31 dic '13 2,14% 31 mar '19 Matteo Salvini