scarica l'app
MENU
Chiudi
23/06/2020

Tresse e Fusina, ” project” nella bufera Il precedente: «Proroga illegittima»

La Nuova Venezia - Alberto Vitucci

I retroscena della rottura sul bilancio. Le lettere di Musolino, i canoni non pagati. Nuova convocazione del presidente il 26
Alberto VitucciDue "project financing" nella bufera. Riguardano entrambi società del gruppo Mantovani, l'azienda del Mose. La piattaforma logistica di Fusina, alla base della bocciatura del bilancio del Porto 2019. E la discarica dei fanghi nell'isola delle Tresse. In entrambi i casi il nodo è quello della proroga della concessione. «Illegittima», secondo alcuni esperti. «Vietata dall'articolo 175 del Codice degli appalti del 2016». «Necessaria», secondo la difesa del presidente Musolino.IL PRECEDENTEIl 5 marzo scorso viene approvato dal Cta, il Comitato tecnico del Provveditorato, il progetto per l'ampliamento della discarica delle Tresse. Ma l'aspetto amministrativo viene stralciato. «Illegittimo prorogare una concessione in essere», fa mettere a verbale l'ingegnere Francesco Aorrentino, Rup del procedimento, «perché in questo modo si alterano i rapporti di par condicio fra le aziende». La società è la "Tressetre" del gruppo Mantovani. La modifica della convenzione del 2010 era stata presentata dall'ingegner Valerio Volpe e dall'avvocato Paola Juris del Provveditorato, dall'avvocato dello Stato Cerillo. Accordo firmato pochi mesi prima dall'ex provveditore Roberto Linetti, dal presidente Musolino e dal legale della Tressetre Maurizio Boschiero.autostrada del mareUna proroga ritenuta «illegittima» e un finanziamento di 9 milioni di euro con fondi dell'Autorità portuale all'impresa Venice Ro.Port Mos scpa, sempre del gruppo Mantovani, è alla base anche del recente scontro sul bilancio portuale. Bocciato con il voto contrario dei rappresentanti della Regione Maria Rosaria Anna Campitelli e della Città metropolitana Fabrizio Giri. «Una decisione presa in autonomia dal presidente, senza informare il Comitato di gestione», hanno detto, «non potevamo votarlo».le letterePrima del voto sulla nuova convenzione, il 27 luglio del 2018, il Porto scrive due lettere al sindaco Brugnaro chiedendo il «supporto» alla decisione, per il bene dello scalo veneziano. La prima, del 21 gennaio, è firmata dal direttore Martino Conticelli, la seconda (25 luglio) dallo stesso presidente Musolino. Allega due pareri legali, dello studio Leone e dell'esperta Veronica Vecchi. Sostiene che così i rischi vengono affidati alla società, e non ricadranno sull'Autorità portuale.i precedentiLa richiesta di modificare la convenzione era stata presentata anche quattro anni fa, sotto la gestione del presidente Costa. L'azienda sosteneva che il traffico portuale minore del previsto metteva in difficoltà l'intera operazione. Richiesta respinta, come quella per la sospensione dei canoni concessori da 2 milioni e mezzo di euro. Non pagati per due anni, nonostante la dilazione.i collaudiAltro contenzioso riguarda le opere effettivamente realizzate dalla società che ha firmato il project. «Risultano collaudati lavori per 16 milioni su 70», segnalano i due consiglieri della Regione e della Città metropolitana.lo scontroIl centrosinistra compatto difende Musolino. «Killeraggio politico, il porto non può essere commissariato». Comune e Regione tengono i toni bassi, Negano ci siano «questioni politiche» alla base dello strappo.nuova convocazioneIeri il presidente Musolino ha inviato ai componenti del Comitato di gestione una nuova convocazione per il 26 giugno alle 10. All'ordine del giorno, la «Variazione dei crediti attivi e passivi dell'anno 2019». Tentativo di ripresentare e fare approvare un bilancio bocciato solo due giorni fa. La convocazione è stata inviata a Giri e Campitelli. Ma anche ai rappresentanti della Capitaneria, Piero Pellizzari e Michele Messina, che hanno in Comitato diritto di voto per questioni che riguardano la sicurezza. Invitati anche i tre revisori dei conti Passaro, Mazzone e De Nardo. Ma la situazione resta critica. «La documentazione è già disponibile nell'area istituzionale del sito», conclude la lettera. Dunque, a quanto pare, nessuna variazione rispetto al quadro. Il voto di Regione e Città metropolitana difficilmente potrà essere diverso. -- © RIPRODUZIONE RISERVATA