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09/09/2020

Treni da sanificare «Lavoro aumentato, non ce la facciamo più» La protesta degli addetti alle pulizie, incontro in Prefettura «Gli organici potenziati soltanto con contratti part time» a savona avviene la bonifica di quasi tutti i regionali liguri

Il Secolo XIX - Giovanni Vaccaro

Giovanni Vaccaro / SAVONALa necessità di sanificare con maggiore frequenza i treni ha comportato un notevole aumento del lavoro degli addetti, ma le imprese che effettuano il servizio in appalto per le Ferrovie dello Stato non hanno integrato adeguatamente gli organici. Anzi, a causa dei costi, si è fatto ricorso a contratti part-time e a tempo determinato. A pochi giorni dall'apertura delle scuole, che verosimilmente comporterà un ulteriore aumento del lavoro, gli addetti delle imprese di pulizie e i sindacati sono di nuovo sul piede di guerra. L'ultimo incontro fra le organizzazioni sindacali e la Boni spa, l'impresa di maggiori dimensioni, non ha portato a risultati apprezzabili. E oggi la vertenza si sposterà negli uffici della Prefettura, dove si tenterà una nuova mediazione. «Nel cantiere Boni spa di Savona - spiegano in una nota le segreterie di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti - viene effettuata la maggior parte delle lavorazioni di pulizia dei treni regionali. L'incremento del lavoro non è andato di pari passo con l'incremento degli addetti, poiché i pochi nuovi lavoratori sono stati assunti con contratti part-time a tempo determinato, insufficienti perfino a coprire negli ultimi mesi le ferie e le uscite dovute a pensionamenti e cause diverse. Queste persone, essenziali per garantire la sicurezza a bordo dei treni, da mesi lavorano nel silenzio di tutti». Nell'ultimo incontro con i sindacati, chiesto da tempo e ottenuto dietro la prospettiva di uno sciopero, i responsabili della Boni hanno fatto presente che al momento non è possibile coprire i costi di personale supplementare e sotto accusa finisce di nuovo il sistema degli appalti ferroviari assegnati al massimo ribasso. «In alcuni - precisano i sindacati - arriva al 35% e il prezzo viene pagato dai lavoratori. Il dubbio è che tutto ciò possa ricadere sull'utenza. Auspichiamo che con l'incontro in Prefettura si riesca a ottenere un accordo per un lavoro dignitoso e un numero adeguato di addetti».