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29/05/2021

Tregua nella sfida sugli appalti

Libero - TOBIA DE STEFANO

La linea: tutele sul lavoro, basta che acceleriamo
Nel decreto non c'è la regola del massimo ribasso. Ma ora costruire sarà più facile
■ Pragmatismo. Come in tutte le partite che sta giocando da Palazzo Chigi, anche nella "battaglia" sugli appalti il premier Draghi parte da un presupposto: evitare in tutti i modi di farsi invischiare nelle lotte ideologiche che i partiti stanno combattendo da mesi. C'è chi ha la necessità di recuperare la propria base elettorale e chi invece si pone come obiettivo quella di consolidarla. Il premier invece non ha nessuno da accontentare che non sia il Paese. Quindi nella partita tecnica che però con il passare dei giorni è diventata sempre più politica del decreto semplificazioni, come prima mossa ha voluto disinnescare l'ordigno più esplosivo che si trovava sul tavolo, l'argomento più divisivo di tutti: il massimo ribasso. Non c'è l'allargamento. O meglio nel decreto non c'è nessun riferimento allanorma che prevede come unica discriminnate per la scelta di un forniotore quella del prezzo più basso. Giubilo dei sindacati che possono vantare di aver portato a casa un successo. E che ora hanno meno ragioni da sottoporre ai loro iscritti per mobilitare uno sciopero generale. Ma guardando le dichiarazioni di ieri sembra una vittoria che accomuna un po' tutti, visto che sia una buona parte della Confindustria che la Lega hanno salutato con soddisfazione la decisione di Draghi. La verità è che eliminando il massimo ribasso il governo si è tolto un problema e ha potuto tirare dritto verso il suo obiettivo principale che è quello di accelerare sulla strada delle semplificazioni per velocizzare gli appalti e realizzare i progetti in tempi rapidi, che vuol dire nei tempi indicati da Bruxelles per non perdere i 200 miliardi del Recovery Fund. IL SUBAPPALTO Sul subappalto per esempio la mediazione con le parti sociali è andata avanti per trovare un punto di incontro tra la normativa europea che di fatto l'ha liberalizzato e i limiti imposti dall'ordinamento italiano che saranno per forza di cose ridimensionati: la soglia dovrebbe restare quella 40%. L'intenzione del Governo comunque, è quella di ridurre le stazioni appaltanti a un numero molto più basso, migliorando la qualità del processo di investimento. Il presidente del Consiglio vede di buon viso il cosiddetto appalto integrato, cioè l'affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori, che nella formulazione originaria del codice dei Contratti Pubblici era vietato. FUMATA BIANCA La fumata bianca è arriva al termine di una giornata di confronto, prima con la cabina di regia del governo, poi tra il premier e i sindacati e oggi il testo sarà al vaglio del Consiglio dei ministri. Ma se proprio si vuol arrivare al senso del lavoro delle ultime ore bisogna leggere le agenzie fatte uscire da alcune fonti di Palazzo Chigi che in serata riassumevano così la situazione: «I fondi del Pnrr vanno spesi necessariamente entro il 2026. In Italia c'è molto da cambiare per essere sicuri che questo avvenga. Il Governo vuole semplificare per andare avanti il più rapidamente possibile con gli appalti e la realizzazione dei progetti, per spendere i fondi in bilancio, rafforzando cautele e tutela del lavoro». Un colpo al cerchio, quello grosso, e l'altro coperchio, ma soprattutto un messaggio chiaro. Il governo è disponibile al dialogo e a trovare un compromesso sui temi più divisivi, ma poi arrivati a un certo punto si decide e quelle decisioni le prende il premier. Come quando Draghi di fronte alle insistenze di Landini e compagni sulla proroga del blocco dei licenziamenti - ha ribadito: «sono disponibile a un confronto ma non ho la vostra stessa idea». Tutto questo mentre il premier apriva alla partecipazione delle parti sociali nella governance per il Pnrr. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I punti

CABINA DI REGIA Salta nel decreto Semplificazioni il passaggio che introduceva la possibilità di aggiudicare al massimo ribasso le grandi opere del Pnrr. Il testo riflette quanto deciso nel corso della cabina di regia che si è tenuta in mattinata ed è stato confermato da Palazzo Chigi. La norma prevedeva di favorire l'offerta economicamente più vantaggiosa nei bandi di gara per gli appalti ■ LE ALTRE NOVITÀ La soglia per i subappalti dovrebbe restare ferma al 40%, come nella misura attualmente in vigore e che, nel nuovo dl semplificazioni, verrà prorogata. In merito al Recovery il governo prevede di permettere l'uso dell'appalto integrato. ■