scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
15/04/2021

Tre indagati eccellenti per la gara del gas

Corriere del Veneto - Moreno Gioli

La Procura: rinvio a giudizio per turbativa d'asta dei sindaci di Feltre e Quero Vas, Perenzin e Zanolla L'avviso anche all'ex senatore di Forza Italia Piccoli, adesso direttore tecnico di «Bim Infrastrutture»
Ci sono tre indagati nel procedimento giudiziario sulla gara per l'affidamento della distribuzione del gas in provincia. Si tratta del sindaco di Feltre, Paolo Perenzin e di due amministratori di «Bim Infrastrutture»: il gestore uscente, Bruno Zanolla, amministratore unico e sindaco di Quero Vas e Giovanni Piccoli, già sindaco di Sedico e senatore per Forza Italia, ora direttore tecnico della società. L'ipotesi di reato contestata dalla Procura della Repubblica di Belluno è turbativa d'asta. Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza e coordinate dal procuratore capo Paolo Luca, si sono chiuse nei giorni scorsi e i tre indagati hanno ricevuto l'avviso di garanzia e di conclusione delle indagini preliminari, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura. Sotto la lente degli inquirenti le azioni compiute (da febbraio 2019) dagli indagati nei confronti di una dirigente del Comune di Belluno (Stazione unica appaltante), nella sua veste di Rup (Responsabile unico del procedimento). L'obiettivo era quello di convincerla ad annullare o revocare in autotutela la gara d'appalto per il servizio di distribuzione del gas in provincia, bandita nel 2017 con base d'asta di 90 milioni di euro, nonostante l'iter procedurale fosse ormai avviato all'assegnazione e nonostante i vertici di «Bim Infrastrutture» (gestore uscente che non ha partecipato alla gara) non avessero alcun titolo per farlo. Pressioni esercitate attraverso comunicazioni di diffida a procedere con la gara. Uno degli indagati avrebbe anche minacciato, in caso di mancato accoglimento della richiesta, conseguenze negative per la carriera della dirigente, avvisandola che sarebbe stata chiamata a rispondere personalmente dei danni economici causati a «Bim Infrastrutture» e ai suoi soci. Minacce che non hanno sortito effetto, tanto che la gara è proseguita - come da protocollo - con l'assegnazione, il 29 maggio 2020, della gestione delle reti a «Italgas». A questo punto i vertici di «Bim Infrastrutture» avrebbero chiesto direttamente l'intercessione di alcune figure di spicco della politica nazionale per sollecitare i ministeri competenti a emettere un provvedimento «ad hoc» che rendesse inevitabile l'annullamento della gara, per la quale intanto erano stati presentati due ricorsi al Tar (Tribunale amministrativo regionale). L'oggetto del contendere è la presunta errata valutazione del Valore industriale residuo (Vir) delle reti del gas dell'Ambito territoriale ottimale (Atem) da parte della stazione appaltante (il Comune di Belluno) che avrebbe applicato per la stima il prezzario della Regione Veneto invece di quello della Camera di commercio di Trento. Questo spinse i Comuni soci di «Bim Infrastrutture» nel novembre 2019 (in un'infuocata assemblea) a chiedere la sospensione della gara e, pochi giorni dopo, a diffidare il Comune di Belluno in qualità di stazione appaltante. Infine, dopo l'assegnazione ad «Italgas», 42 Comuni bellunesi (capitanati da Feltre) ricorsero al Tar, che giudicò il ricorso inammissibile, in quanto il Vir basato sul prezziario veneto era stato approvato nel 2015 con specifiche delibere da parte di tutti i Comuni e poi confermato da Arera, l'Authority nazionale. Ora la questione è al Consiglio di Stato. Respinge le accuse il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin. «Tutto quello che ho fatto sulla vicenda della gara del gas è stato alla luce del sole, in assoluta trasparenza, con atti ufficiali e con la finalità di difendere l'interesse pubblico». Il primo cittadino di Feltre non accetta le accuse di aver minacciato la dirigente del Comune di Belluno. «Dichiaro la mia assoluta estraneità alle asserite condotte oggetto di contestazione - precisa - Domani (oggi, Ndr ) faremo richiesta di vedere con urgenza la documentazione agli atti e procederemo con le azioni necessarie per far emergere al più presto la realtà dei fatti. Difendere gli interessi dei cittadini non è un reato».

Nel mirino

Tre vip Raggiunti da avviso di garanzia (dall'alto in basso): Paolo Perenzin, sindaco di Feltre; l'ex senatore Giovanni Piccoli; il primo cittadino di Quero Vas, Bruno Zanolla

Foto: Servizio di distribuzione L'oggetto della gara vinta da «Italgas»