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04/08/2018

TRE GIORNI dopo l’incendio fece tappa a Fiorenzuol…

QN - Il Resto del Carlino

TRE GIORNI dopo l'incendio fece tappa a Fiorenzuola di Focara l'allora ministro all'Ambiente Gianluca Galletti. Promise 6,7 milioni di fondi statali in aggiunta agli 1,5 milioni già stanziati dalla Regione, per un totale di 8,2 milioni, ossia il costo stimato per tutti gli interventi di messa in sicurezza degli abitati di Fiorenzuola e Casteldimezzo. Il ministro aggiunse: «Gireremo i soldi al presidente della Regione, Luca Ceriscioli che, come commissario straordinario, può agire con la massima urgenza, auspico di vedere iniziare i lavori nel più breve tempo possibile». L'auspicio era di iniziarli già quell'autunno, «prima delle piogge invernali». Le cose sono andate diversamente. AD OGGI, ad un anno di distanza dall'incendio, è stata realizzata una minima parte degli interventi previsti: fatti il disgaggio, le analisi geognostiche propedeutiche, la sostituzione delle briglie bruciate sotto Fiorenzuola. A breve saranno posizionate altre 4 briglie sotto Fiorenzuola. Operazioni, queste, coperte con gli 1,5 milioni stanziati dalla Regione, disponibili già dallo scorso autunno. Il resto degli interventi, invece - cioè muro di contenimento sul piede (cioè a livello del mare), la sistemazione del canalone sotto la chiesa di Fiorenzuola e la sistemazione di strada della Marina oltre ai pali sotto Casteldimezzo - vedrà la luce solo nel 2019. Perché? L'aspetto positivo è che i 6,7 milioni ministeriali non sono rimasti una promessa di Galluzzi ma sono effettivamente arrivati. Però, con calma. Promessi in agosto, stanziati sotto Natale, arrivati nelle casse della Regione (l'ente di competenza per il parco) un paio di mesi fa. «Fino a quando non avevamo incassato i soldi non potevamo avviare la progettazione degli interventi, perché possiamo assegnare gli incarichi solo se abbiamo in cassa i fondi necessari per coprirli», spiega il consigliere regionale Andrea Biancani, tra coloro che in questo anno si è dato più da fare per evitare il dissesto idrogeologico del parco. Quindi, il resto degli interventi mancanti è ancora in fase di progettazione. «L'OBIETTIVO è presentare tutti i progetti definitivi entro settembre, per poi andare in gara per l'assegnazione dei lavori entro la fine dell'anno e iniziare gli interventi nei primi mesi del 2019 - riferisce Biancani -. Stiamo procedendo nel modo più veloce possibile, ma gli interventi sono sostanziosi e la progettazione richiede tempo». Per tentare di accorciare i tempi, la Regione (su invito dell'ente parco) ha provato ad ottenere lo stato di emergenza, che avrebbe permesso di saltare alcuni passaggi burocratici. Lo ha richiesto una prima volta lo scorso settembre, subito dopo l'incendio. Bocciato perché non c'era un rischio imminente di pericolo. Lo ha richiesto una seconda volta a marzo, dopo che una serie di frane avevano reso instabili non solo alcuni tratti di falesia, ma pure due tratti della strada Panoramica (nelle vicinanze del Sorpasso e del camping Paradiso). Richiesta bocciata anche questa volta. Non resta quindi che seguire tutti i passaggi burocratici previsti dal codice degli appalti. Con il grosso dei lavori da attuarsi nel 2019. Patrizia Bartolucci

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