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28/07/2021

Tre giorni all ‘ alba

Il Foglio - Valerio Valentini

Conte incolpa Di Maio. E pure FI pianta grane sulla giustizia. Ma per Cartabia il 30 si vota
Roma. La zuffa in corso al quarto piano di Montecitorio, da Palazzo Chigi la osservano con l ' occhio disincan tato di chi in fondo l ' aveva detto. " Aprire a modifiche corpose sulla giu stizia, significherebbe il liberi tutti " , aveva spiegato Mario Draghi la scorsa settimana, giustificando il ricorso alla fiducia. Che resta comunque la via obbligata, se è vero che Marta Cartabia fa sapere che il termine fissato per l ' ap prodo in Aula del provvedimento resta immutato: il 30 luglio bisognerà approvare la riforma. E così l ' accanirsi dei partiti su commi e procedure appare quasi straniante: una sorta di urlo vuoto, inconsistente. E allora ecco che di buon mattino Alfredo Bazoli e Franco Vazio, mediatori infaticabili del Pd, braccano l ' azzurro Pierantonio Zanet tin nel cortile della Camera. " Ma co me: proprio ora che coi grillini si stava trovando la quadra " , protestano. " Ma io ho mandato di tirare dritto " , replica l ' azzurro. (Valentini segue nell ' inserto I) Sembra infatti quasi una ripicca, un capriccio. " Non siamo mica portatori d ' acqua " , è sbottato nel weekend An tonio Tajani coi vertici di FI. " Assistia mo da settimane a una trattativa tra Via Arenula e un solo partito, il M5s " , prova a spiegare Zanettin. " Ma è mai possibile? Allora anche noi vogliamo far sentire la nostra voce " . E in effetti la rimostranza ha la sua legittimità. Se non fosse che la richiesta azzurra, quella d ' introdurre una riduzione di pena per i reati contro la Pa, rischia di squadernare tutto il fascicolo. Perché, di fronte all ' inammissibilità degli emendamenti azzurri sancita dal presidente della commissione Giustizia, l ' azzurro Mario Perantoni, bisogne rebbe chiedere l ' allargamento della riforma anche all ' abuso d ' ufficio. " Ma in questo modo come potremmo opporci alla richiesta del M5s di riprogrammare un nuovo ciclo di audizioni e di rinviare la riforma a settembre? " , insiste il dem Bazoli. " Ma io ho ordini superiori " , ribatte Zanettin, con l ' aria di chi attua una strategia che lo convince fino a un certo punto. Ma comunque lo fa con zelo: e così, durante l ' uffi cio di presidenza, il capogruppo azzurro in commissione annuncia la novità: " Abbiamo avanzato un ricorso davanti a Roberto Fico: chiediamo che sia lui a riammettere i nostri emendamenti " . Scelta che sa un po ' d ' azzardo, se è vero che poi gli stessi parlamentari azzurri avvicinano quelli del Pd come a chiedere un favore: " Fate anche voi pres sione su Fico: se i nostri emendamenti diventano ammissibili, se solo ne discutiamo in commissione, noi siamo comunque soddisfatti " . Chiedono insomma un mero riconoscimento politico, i berlusconiani. Che il presidente della Camera potrebbe forse concedere un poco controvoglia. Sia perché le motivazioni con cui Perantoni ha bocciato quegli emendamenti, già trasmesse a Fico, appaiono solide. Sia perché su quella stessa materia c ' era già stato un ricorso analogo, all ' inizio dell ' iter sulla riforma: ed era già arrivata una bocciatura. " Ma la po litica può arrivare dove vuole " , insiste Zanettin. Lasciando insomma prefigurare un ' intesa un po ' all ' amatriciana: Fico ammette gli emendamenti, a quel punto la Cartabia interviene per dire che no, mettere mano all ' abuso d ' uffi cio in questa sede non è opportuno, ma al contempo darebbe una garanzia che su quella materia si tornerebbe quanto prima, magari già nell ' incombente riforma del codice degli appalti, FI si dichiarerebbe soddisfatta, e tutto si chiuderebbe in bellezza. Questo, almeno, è l ' auspicio che fa anche Fran cesco Paolo Sisto, il sottosegretario azzurro alla Giustizia che si trova a dover mediare stretto tra la fedeltà al partito e quella alla sua ministra. Sempre che poi, nel frattempo, l ' al tro puntello alla riforma non venga meno. Perché è vero che a sentire Luigi Di Maio, l ' intesa è imminente, forse già maturata intorno al riconoscimento di un sentiero privilegiato per tutti i reati connessi a mafia e terrorismo, a cui verrebbero riservati tempi più lunghi rispetto a quelli dell ' improcedibi lità standard anche se non prevedono condanne all ' ergastolo. " Ma è anche vero che coi grillini non si può mai dire " , sbuffano nel Pd. Che ancora ieri, nei conciliaboli riservati, raccoglievano sconsolati gli sfoghi degli alleati: " Noi saremmo per chiuderla, questa trattativa " , dicevano nel M5s. " Ma lo leggi Travaglio? Quello poi ci asfalta " . Stessa paura che un po ' nutre anche Giuseppe Conte, se è vero che dal suo entourage nelle scorse ore hanno tentato di attribuire a Di Maio la presunta colpa di tessere la trama di una mediazione. " Così se poi l ' accordo non piace ai nostri estremisti, Giuseppe dirà che è colpa di Luigi " , confessano i fedelis simi del ministro della Farnesina. Anche per questo, quando ieri pomeriggio la Cartabia ha discusso a lungo con Draghi sul da farsi, i due hanno concordato sull ' opportunità di strin gere i tempi: perché la riforma della Giustizia non può diventare la tela di Penelope. Tre giorni all ' alba: poi si va in Aula. Valerio Valentini