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08/06/2021

Travolto dal carico Quarto morto in un mese

Corriere della Sera - Fabio Paravisi

Leffe, Calderoli: è inaccettabile
Si allunga ancora la triste lista dei morti sul lavoro, con la quarta vittima nel giro di un solo mese. Questa volta si tratta di un camionista trevigiano di 59 anni, che nel piazzale di una ditta di Leffe è stato travolto da una balla di plastica pesante 5 quintali. «Siamo stanchi di leggere necrologi di lavoratori, sacrificati dalla crisi prima e dalla ripresa poi», dicono i sindacati. «Un tributo umano inaccettabile», aggiunge Roberto Calderoli. a pagina 5

Caduti da un'impalcatura, travolti da un tir, schiacciati da un prefabbricato: il 2021 continua a sgranare il suo drammatico rosario di morti sul lavoro. Sono già cinque le tragedie di quest'anno, quattro delle quali concentrate solo nell'ultimo mese.


L'ultima è avvenuta nel piazzale della Plastic Leffe. C'erano novanta doppie balle di polietilene sul camion della multinazionale dei trasporti Codognotto che alle 7.45 ha fatto manovra a marcia indietro per entrare. Si tratta di plastica pressata e confezionata in balle da cinque quintali l'una, legate a coppie, impilate nel cassone e fissate con dei tiranti. Al volante del camion c'era Bruno Bardi, 59 anni, trevigiano di Carbonera. Non si era mai sposato e viveva in una casa di campagna dove accudiva la madre di 80 anni. Da vent'anni lavorava per la filiale della Codognotto di Salgareda (Treviso).


Bardi ha aperto la parte posteriore del telonato per sganciare i tiranti e permettere al muletto della Plastic Leffe di iniziare a scaricare la merce. Ma la doppia balla in cima alla pila, appena sganciata, gli è piombata addosso. Sono bastati dieci minuti ai vigili del fuoco di Clusone per entrare nel piazzale di via Pezzoli d'Albertoni e per spostare la balla. I sanitari della Croce verde di Colzate hanno tentato la rianimazione ma è stato inutile: decesso da trauma cranico e toracico, è il primo referto. I tecnici dell'Ats e i carabinieri di Gandino e Fiorano dovranno ora accertare se a causare l'incidente sia stato un problema di cinghie o di impilamento.


Secondo l'Inail gli infortuni sul lavoro in Bergamasca sono stati 13.973 nel 2019 e 11.503 nel 2020 (calo dovuto al lockdown). I morti sono stati 20 nel 2019 e 50 nel 2020 (ma 41 di loro erano sanitari deceduti per il Covid). Bruno Bardi è la quinta vittima di quest'anno dopo Ambrogio Viganò, 71 anni, di Trezzano Rosa, caduto da un lucernario a Suisio il 16 febbraio; Maurizio Gritti, 46 anni, di Calcinate, schiacciato da un prefabbricato a Pagazzano il 6 maggio; Marco Oldrati, 52 anni, di San Paolo d'Argon, caduto da un ponteggio a Tradate l'8 maggio; Sergio Persico, 53 anni, di Orio, investito da un camion in manovra a Spirano il 17 maggio.


« La forte ripresa produttiva, soprattutto nel manifatturiero in provincia di Bergamo, non può essere pagata con il sangue dei lavoratori - dice una nota dei sindacati -. Siamo stanchi, e sono stanchi i lavoratori che escono di casa la mattina senza essere certi di ritornare la sera. La crisi e la ripresa economica non possono essere la scusa per ignorare la sicurezza o per chiedere ai dipendenti di adottare ritmi forsennati che mettono a rischio la loro incolumità. Siamo stanchi di leggere i necrologi di lavoratori, e di vedere che invece di interventi per aumentare sicurezza e controlli si preferisce andare in deroga alle norme sugli appalti in nome di uno sviluppo a qualsiasi prezzo».
«Il territorio piange un'altra vittima - commenta il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli -. Non ci sono più parole. Solo preghiere e lacrime per l'ennesimo lutto per il territorio che paga un tributo umano inaccettabile. Serve di più in controlli, formazione, prevenzione e protezione».

Alle 11.30 il corpo di Bruno Bardi è stato spostato al cimitero di Leffe. Dieci minuti dopo il muletto della ditta ha cominciato a scaricare il camion, rimasto senza autista. Il lavoro continua.


Fabio Paravisi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La vittima

A morire nell'incidente
di Leffe è stato il camionista Bruno Bardi (foto) , nato il
25 aprile 1962, trevigiano
di Carbonera

Da vent'anni lavorava
per l'azienda
di trasporti «Codognotto» di Salgareda. Non s'era mai sposato
e viveva
con la madre ottantenne,
che accudiva

Interventi

L'azienda
è in via Pezzoli d'Albertoni
a Leffe

I vigili del fuoco (foto
in alto) hanno spostato
il carico caduto sul camionista

Sul posto
i carabinieri (foto in basso) di Fiorano
e Gandino


Foto:

Il corpo senza vita di Bruno Bardi ai piedi del suo camion dopo essere stato schiacciato dal carico pesante cinque quintali (foto Tiziano Manzoni/Ansa)


Foto:

Il carico A terra la parte del carico di plastica che è caduto dal camion (foto Tiziano Manzoni/Ansa)