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10/07/2021

Trattamento meno favorevole agli extra Ue

ItaliaOggi - DI ANDREA MASCOLINI

Per la verifica dei requisiti degli operatori economici extra Ue si ricorre al sistema e-certis ma con un trattamento meno favorevole rispetto agli operatori economici appartenenti all'Unione europea. E' quanto ha risposto il servizio giuridico del ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ad un'amministrazione che aveva chiesto (il 18 febbraio 2021) elementi su come procedere a fronte di una offerta proveniente da uno stato estero, nel caso specifico San Marino. La stazione appaltante chiedeva come si dovesse comportare per acquisire la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario per l'affidamento dei contratti pubblici nei confronti di un operatore economico con sede legale nella Repubblica di San Marino. Il dubio nasceva dal fatto che la documentazione standard messa a disposizione da Avcpass non consente la verifica di tutti i requisiti. Da qui la richiesta al ministero per avere indicazioni su come comportarsi. Il servizio giuridico ricorda che l'attuale codice appalti obbliga la stazione appaltante a cercare le prove d'ufficio ricorrendo esclusivamente alla istituenda Banca dati centralizzata degli operatori economici gestita dal ministero infrastrutture e trasporti (nelle more della sua istituzione rimane attiva la banca dati Avcpass istituita presso l'Anac in base all'articolo 81, comma 2 e all'articolo 216, comma 13 del codice); per gli operatori stranieri, la stazione appaltante deve invece fare riferimento al sistema e-certis (di cui all'articolo 88 del codice appalti) per la verifica dei documenti presentati dagli operatori stranieri, in ordine alla sussistenza dei requisiti di ordine generale. Nel parere si indica quindi nel dettaglio come devono procedere le stazioni appaltanti in via generale (per tutti gli operatori stranieri): «nel caso in cui ricevano un'offerta da un operatore economico extra-Ue, le stazioni appaltanti devono verificare in prima battuta se l'offerta è disciplinata da accordi internazionali sugli appalti siglati dall'Ue per determinare se l'offerente abbia un accesso garantito alla specifica tipologia di appalto». Su questo punto, si sottolinea nel parere ministeriale, il Codice degli appalti all'articolo 49 prevede che «nella misura in cui sono contemplati dagli allegati 1, 2, 4 e 5 e dalle note generali dell'appendice 1 dell'Unione europea e dagli altri accordi internazionali a cui l'Unione è vincolata, le amministrazioni aggiudicatrici applicano ai lavori, alle forniture, ai servizi e agli operatori economici dei Paesi terzi, firmatari di tali accordi, un trattamento non meno favorevole di quello concesso ai sensi del presente codice». Nel caso di specie, si fa presente che la Repubblica di San Marino è un paese extra-Ue che, in virtù della propria posizione geografica di Stato enclave, mantiene da sempre rapporti di stretta collaborazione con l'Italia. Nel 2009, i due Stati hanno siglato un accordo di collaborazione per agevolare la partecipazione agli appalti dei rispettivi paesi. Per cui, nel caso di San Marino, la stazione appaltante potrà rivolgersi direttamente agli uffici competenti della Repubblica.