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04/06/2019

«Trasporto pubblico, la nuova sfida»

QN - Il Giorno

di GIAMBATTISTA ANASTASIO - MILANO - «I PRESUPPOSTI sembrano buoni e il progetto poderoso. Per il Comune è una proposta sfidante perché non ci sono precedenti e parametri ai quali fare riferimento né in Italia né in Europa: ancora una volta Milano potrebbe fare da apripista. Vedremo se sarà così una volta lette le carte e fatte tutte le verifiche». Parole di Marco Granelli. L'assessore comunale alla Mobilità commenta l'offerta recapitata il 23 maggio a Palazzo Marino da «Milano Next», il costituendo raggruppamento di imprese che vede una accanto all'altra Atm, A2A Smart City, Busitalia (Gruppo Ferrovie dello Stato), Commscon Italia, Hitachi Rail STS e IGPDecaux. Tutte insieme per aggiudicarsi la gara da un miliardo di euro con la quale nel 2020 si assegnerà la gestione del trasporto pubblico di Milano, Monza, Lodi, Pavia e relative province, il territorio per il quale è competente l'Agenzia del trasporto pubblico che farà da stazione appaltante. Da qui l'invio della proposta anche all'Agenzia. «Milano Next» nella lettera inviata alle due istituzioni il 7 maggio si offre di gestire il servizio dei mezzi pubblici per 15 anni in project financing: le imprese anticipano i soldi per fare gli interventi utili sulla rete e li recuperano nel tempo con le tariffe e le entrate extratariffarie. Granelli, che valore aggiunto può portare al trasporto pubblico il progetto che vi è stato presentato? «Posso dire che il progetto per ricevere un parere positivo dovrà prima superare l'istruttoria degli uffici tecnici e poi soddisfare tre condizioni: avere una forte valenza pubblica, essere coerente con gli indirizzi espressi dal Comune nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums, Ndr) ed essere innovativo, affrontare il tema della mobilità da più punti di vista e offrire soluzioni lungimiranti». Le sei società che fanno parte del raggruppamento hanno quasi tutte missioni aziendali diverse: quale contributo si aspetta da ognuna? «Per ora posso dire che sono società con competenze diverse ma tutte già attive nel settore della mobilità, quindi i presupposti mi sembrano buoni. Mi pare una bella proposta». Nel raggruppamento c'è Busitalia, che si occupa di trasporto su gomma, esattamente come Atm, e che è controllata da quelle Ferrovie dello Stato che puntano ad essere sempre più protagoniste nel trasporto locale: è una convivenza sana e possibile? «Non sappiamo ancora quale sia il perimetro operativo delle sei società in Milano Next. Quel che conta, però, è la logica dell'operazione: unire competenze e specialità per avere più peso e più qualità». Come procederete ora? «Al termine dei 90 giorni concessi per valutare il progetto si deciderà se esso superi o no le valutazioni tecnichi e se soddisfi o no le tre condizioni che ho esposto prima. In caso affermativo accoglieremo la richiesta che ci è stata formulata dalle società, vale a dire: mettere la loro proposta di project finacing come base di partenza della gara che dovremo assegnare ad ottobre 2020. Se invece la proposta non dovesse soddisfarci lasceremo perdere». Nel caso in cui vi soddisfi, siete disposti ad accogliere anche la richiesta, avanzata sempre dalle società, di un diritto di prelazione che consenta loro di aggiudicarsi la gara anche in presenza di offerte analoghe o migliorative rispetto alla loro? «Non c'è alcuna preclusione perché questo è quanto prevede una norma del nuovo Codice degli appalti che le società ci chiedono di applicare e che noi abbiamo la facoltà di applicare. Ripeto: questa situazione è sfidante per l'amministrazione comunale perché non abbiamo precedenti e parametri ai quali fare riferimento. Quindi, a maggior ragione, dobbiamo approfondire. Milano potrebbe intraprendere una strada che nessuno ha mai intrapreso». Questione taxi: secondo la categoria ci sono chiamate inevase perché la città è piena di cantieri, questo rallenta il traffico e il loro servizio. Come risponde? «Il traffico è sicuramente uno dei temi sui quali dobbiamo continuare a lavorare in questa città e il pacchetto di azioni messo insieme dal Comune va anche in questa direzione. Ma il tema del sottodimensionamento dell'offerta di auto pubbliche resta intatto». Nel 2003 fu guerra totale tra Comune e tassisti: non teme si ripeta la stessa situazione? «Il Comune si è posto in modo collaborativo nei confronti dei tassisti, la nostra non è una proposta "punto e basta". Spero e credo che il clima resti collaborativo». giambattista.anastasio@ilgiorno.net

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