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22/09/2020

Trasporti, Busitalia discute il contratto Gli enti pubblici: la firma o si cambia

Il Gazzettino

Ultimo incontro tecnico entro il mese Se non c'è accordo si profila lo strappo
LA BATTAGLIA
PADOVA Non è uno stallo ma una lunga partita a scacchi quella sulla firma del contratto fra Busitalia e gli enti dell'Autorità di bacino, Comune e Provincia, per la gestione del trasporto pubblico da qui a 10 anni. Ora manca solo un ultimo documento della società per chiudere, quello con cui fa proprie le proposte emerse dal tavolo tecnico. L'impegno assunto è di mandarlo entro la fine di questo mese. Diversamente Comune e Provincia starebbero già valutando un'azione clamorosa: passare al secondo classificato, l'emiliana Tper.
IL CONFRONTO
La sensazione è che la società stia tentando di allungare i tempi della firma perché le nuove regole imporrebbero massicci investimenti. Nella riunione tecnica del 2 settembre scorso ha posto nuove condizioni. Ma gli enti pubblici, dopo lo strappo dall'Autorità di bacino da parte del Comune, in questo periodo si sono ricompattati per chiudere la partita. Qualsiasi proposta che modifichi le condizioni dell'offerta non sarà accettata.
La società chiede modifiche perché il Covid ha cambiato il quadro, dice. Ma dall'altra parte rispondono che il blocco, tagliando drasticamente corse e servizi in verità ha rimpinguato i bilanci, e altri soldi arriveranno a copertura dallo stato.
Certo Busitalia si è impegnata ad acquistare nuovi bus, ad attivare nuove linee o servizi come la bigliettazione elettronica, ma questo non può passare per una revisione del corrispettivo per chilometro percorso. Non si può dare maggiore remunerazione nell'ambito della stessa offerta. Anche perchè la Regione paga sempre gli stessi soldi. Certo si possono adottare dei compromessi tecnici: dal taglio di linee al potenziamento di altre. E sugli adeguamenti Istat. È quello di cui si è discusso finora e che sarà al centro dell'ultima riunione a fine mese dove Busitalia dovrà giocare a carte scoperte mostrando il punto di chiusura del contratto. Ma gli enti pubblici chiedono che sia un programma esecutivo rispettoso dell'offerta.
GLI OBBLIGHI
Che la partita sia importante lo dimostrano i numeri. Dal punto di vista pratico il bando permetterà all'attuale società di trasporto di garantire il servizio ricevendo 353 milioni di euro, portabili a 432 con l'allungamento di altri due anni. Una cifra che è il corrispettivo di quanto versa la Regione al sistema Padova per sostenere almeno il 65 per cento dei costi del trasporto pubblico. Più il 35% dei biglietti.
Per quel che riguarda il parco mezzi, il bando indica un'anzianità massima di 15 anni e una media di 9 anni. Questo significa che 255 autobus dovranno essere sostituiti. Il nuovo servizio prevede un parco di 501 autobus, di cui 234 urbani e 267 extraurbani. L'azienda entro l'autunno del 2021 dovrà garantire i collegamenti con le scuole e con l'aeroporto di Venezia, riorganizzare in maniera radicale la linea 7 per la zona industriale e rivedere la Este-Schiavonia per l'ospedale. Inoltre, undici Comuni hanno chiesto di potenziare i collegamenti con la città e con le altre aree della provincia. I chilometri da coprire (tra tram e autobus) sono 22 milioni ogni anno: 7,2 in città e 14,8 in provincia.
Mauro Giacon
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