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24/09/2018

Trasloco della Statale settimana di proteste ma i giochi sono fatti

La Repubblica - LUCA DE VITO

La città
Dopo il "Botellon" dei collettivi, tocca ai comitati. Ma domani sarà ratificato il bando per i fondi privati Tanti vedono il voto nel cda come una forzatura: il progetto può essere bloccato ma c'è il problema degli extracosti
Sarà una settimana chiave per il futuro di Città Studi, il quartiere che proprio in questi giorni torna a interrogarsi sul trasferimento di una parte dell'università in area Expo. Sabato i collettivi studenteschi e i comitati si sono uniti in una manifestazione, il consueto "Botellon" organizzato ogni anno in piazza Leonardo Da Vinci che quest'anno è stato un'occasione per rilanciare le ragioni dei comitati che si oppongono al progetto voluto dall'ex rettore Gianluca Vago. Invece oggi i comitati di quartiere saranno al fianco dei partiti politici che hanno sposato la causa anti trasloco: dal Movimento 5 Stelle ai consiglieri di Milano in Comune, dai parlamentari di Possibile agli esponenti (reduci) di Leu. Ma l'appuntamento più importante sarà quello di domani, quando i consiglieri di amministrazione dell'ateneo di via Festa del Perdono si incontreranno per ratificare il bando che va verso il project financing, ovvero il progetto di realizzare il nuovo campus con l'aiuto dei privati. Un bando che prende le mosse da un'offerta già presentata da parte di LendLease, il gruppo australiano che si occuperà dello sviluppo di tutta l'area Expo. La riunione del cda dell'ateneo servirà a definire il bando di gara, ma sarà un passaggio tecnico, assicurano dall'ateneo, non di decisione politica. La decisione sul trasferimento è stata infatti già deliberata dagli organi in due occasioni, l'ultima delle quali a marzo di quest'anno. Da un punto di vista procedurale quindi la parola fine c'è già. Tuttavia la definizione del bando non impedirà al nuovo rettore Elio Franzini di poter bloccare il progetto in ogni momento.
Ipotesi che al momento sembra complicata, anche per il tema degli extracosti. «Le decisioni del cda riguarderanno le modalità del bando di gara, ma saranno una logica conseguenza di tutto il percorso di deliberazione, svolto in assoluta e totale trasparenza, e attraverso le procedure previste dalla legge e dal nostro Statuto - ha detto il rettore uscente Gianluca Vago - per un progetto che ha sempre avuto l'appoggio di Comune, Regione e Governo, che lo hanno finanziato per 135 milioni a fondo perduto. Io non posso che riconfermare il valore strategico unico e irripetibile del progetto Campus». Lo stesso Franzini non ha mai affermato - né in campagna elettorale né successivamente alla sua elezione - di voler cancellare il progetto.
Dal canto loro i contrari vedono nel voto di domani una forzatura: «A sei giorni dall'insediamento del nuovo rettore, Vago vuole far deliberare il testo del bando che definirà le caratteristiche di questo trasferimento - ha detto il consigliere comunale Basilio Rizzo - a ottobre s'insedia un rettore che è stato democraticamente eletto sulla base di un'impostazione diversa. Dopo la fondazione della Statale del 1924, voluta dal degno Luigi Mangiagalli, la definizione del bando con cui l'ateneo dovrebbe esser trasferito in Expo, sarà il più importante atto operativo dell'istituzione milanese, denso di impegnative trasformazioni.
Non conviene a nessuno, per le possibili conseguenze giuridiche, lasciare in eredità atti di questa portata. Sicuramente non conviene alla democrazia».

Foto: Il rettore Elio Franzini, nuovo rettore della Statale. A destra, il "Cremlino" di Città studi e le proteste contro il trasferimento nell'ex Area Expo