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09/04/2021

trasformazione tecnologica

La Nuova Sardegna - di Antonello Palmas

Bando Mise, isola esclusa: «Addio innovazione» Confindustria e Confapi scrivono al ministro Giorgetti e al governatore Solinas «Decisione senza senso, imprese e lavoratori pagheranno un prezzo altissimo»
di Antonello PalmaswSASSARILa notizia che la Sardegna sia stata esclusa dal bando Macchinari Innovativi del Mise fa imbestialire i vertici regionali di Confindustria e Confapi. Che hanno deciso di scrivere al ministro leghista dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e al governatore Christian Solinas chiedendo di «inserire la Sardegna tra le Regioni che possono accedere ai programmi di investimento diretti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, previsti dal bando». Una mancata considerazione della quale non si capisce il senso, visto che l'isola ha (purtroppo) tutte le caratteristiche per aver assoluto bisogno di innovazione per far crescere un'economia arretrata, in linea con quella del Meridione: E infatti nell'elenco del Mise ci sono com'è logico Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, ma non la Sardegna. E forse ci si sarebbe aspettato che a muovere il primo passo fossero proprio le istituzioni politiche al governo della Regione.«Nonostante le richieste già avanzate in occasione del precedente bando, la nostra Regione è ancora esclusa dal novero dei beneficiari degli incentivi, che andranno alle imprese delle altre regioni del Mezzogiorno», lamentano i presidenti delle due associazioni, Maurizio De Pascale e Giorgio Del Piano. «La crisi in corso rende ancora più evidente e urgente la necessità di una politica industriale centrata sull'innovazione - insistono - che accompagni la riconversione e la transizione verso la trasformazione digitale e sostenibile». Per Confindustria e Confapi Sardegna «il bando ben si inserisce in un programma di supporto strategico all'evoluzione del sistema produttivo», perciò «è incomprensibile che la Sardegna sia esclusa».Le due confederazioni ricordano che «imprese e lavoratori sardi rischiano di pagare un prezzo altissimo in termini di ritardo di sviluppo, un prezzo che non è giustificato dal rispetto di formalismi o regole che sfuggono al senso concreto delle cose». Proprio perché manca una motivazione evidente per l'esclusione, De Pascale e Del Piano chiedono al governo nazionale e a quello regionale «con forza, nel rispetto dei reciproci ruoli e in una concreta e corretta collaborazione istituzionale, di trovare la formula perché anche la Sardegna rientri tra le Regioni ammesse al bando».