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02/03/2021

Tram, sì alla nuova linea Con l’avviso di Magani «Pulizia di pali e fili»

Il Mattino di Padova - Claudio Malfitano

Ok al progetto definitivo, ora l'appalto e a fine anno i cantieri Intervento da 70 milioni, interesserà 25 mila padovani grandi opere
Claudio MalfitanoC'è il via libera al progetto, ora sei mesi per la gara d'appalto e entro fine anno l'avvio dei cantieri. La seconda linea del tram (il Sir3), dalla stazione a Voltabarozzo, assume sempre più i contorni della concretezza. Dopo anni di confronti, iter burocratico e polemiche, adesso ci siamo. La Conferenza dei servizi ha approvato il progetto definitivo, con alcune osservazioni (e poche prescrizioni) della Soprintendenza sull'alimentazione aerea e sul nuovo ponte sul canale Scaricatore. Ma ora si può passare alla fase operativa, quella dell'appalto. Un progetto da quasi 70 milioni di euro, 56 dei quali assicurati dal finanziamento statale. Un mezzo che passerà nella vicinanza delle case di oltre 25 mila padovani che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrà portare 1.300 persone nelle ore di punta. Ovviamente soddisfatto l'assessore alla mobilità Andrea Ragona: «Andiamo avanti determinati per la realizzazione di questa opera, che cambierà la nostra città in maniera radicale con un trasporto pubblico, pulito ed efficiente».Il via libera della soprintendenzaLa Conferenza di servizi raccoglieva i pareri e le osservazioni di tutti gli enti interessati al progetto. Ma era il parere della Soprintendenza quello più atteso, perché già in sede di Via (valutazione di impatto ambientale) l'ufficio di via Aquileia, diretto da Fabrizio Magani, aveva contestato in particolare l'alimentazione aerea nel passaggio del mezzo in centro storico. In particolare, tra via Giustiniani e via Sografi, il tram incrocerà il tracciato delle Mura cinquecentesche. Forse il passaggio più delicato dell'intero tracciato del Sir3.Fili e pali dell'alimentazione aerea mal si conciliano con l'aspetto monumentale delle Mura. Per questo Magani ha raccomandato che la realizzazione della nuova linea sia «subordinata alla totale demolizione di tutte le strutture di sostegno delle infrastrutture esistenti (pali dell'illuminazione, cavi elettrici, corpi illuminati) la cui presenza si è sovrapposta e stratificata nel tempo e le cui funzioni saranno ricollocate nella nuova infrastruttura di progetto». Insomma, il passaggio del tram è l'occasione anche per fare un po' di pulizia e razionalizzazione di tutti gli ostacoli visivi.niente rappezzi e attenzione al ponteNel passaggio in centro (via Gozzi, via Morgagni, via Falloppi, via Giustiniani) la Soprintendenza ha raccomandato anche particolare attenzione nella scelta del materiale con cui verrà realizzatala sede tranviaria, indicando la necessità di «evitare effetto di rappezzo nell'ambito del centro storico». Anche la pavimentazione delle piste ciclabili dovrà «accordarsi e andare in continuità con quelle esistenti». E poi si chiede particolare cura per tutto l'arredo urbano correlato: parapetti, rastrelliere, cestini, dissuasori e altro.Infine il nuovo ponte sul canale Scaricatore che si affiancherà a quello esistente per far approdare il tram a Voltabarozzo. «Va attivato il procedimento di verifica dell'interesse storico artistico del ponte di Voltabarozzo», avverte la Soprintendenza oltre a chiedere particolare attenzione alla componente arborea da inserire nell'area.cinque chilometri e 13 fermateNel percorso tra la stazione e Voltabarozzo il tram percorrerà 5,5 chilometri con 13 fermate distanziate in media 450 metri l'una dall'altra. Di queste 11 saranno a banchina laterale mentre due al centro della strada (Gozzi e Sografi). Per il 70% il percorso sarà in sede riservata, il 30% è promiscuo con le auto. Sono previsti anche tratti in cui il tram viaggerà senza fili alimentato dalle batterie interne: tra le fermate Gozzi e Morgagni per 640 metri (così da non abbattere gli alberi del giardino Boris Giuliano) e poi tra Sant'Antonio e la fermata Fornaro, per i 740 metri all'interno del Parco Iris.Il percorso dell'iter amministrativo ora può dirsi completato anche se, come in tutti i lavori pubblici, restano due ostacoli nelle prossime fasi: il ricorso al Tar annunciato dal comitato "No rotaie" ed eventuali contenziosi che possono sempre nascere nelle gare d'appalto. Per ora il tram può correre solo nelle procedure. --© RIPRODUZIONE RISERVATA